Supplenze ATA, convocazione con richiesta laurea ed esperienza. È corretto “saltare” chi non è preparato?

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Nelle graduatorie di terza fascia ATA è possibile inserirsi per più profili. E così diversi aspiranti optano per l’inserimento sia come assistente amministrativo che come collaboratore scolastico o, per chi è in possesso dei titoli di accesso per altri profili. Le mansioni, si sa, sono molto differenti e può succedere un collaboratore scolastico che passa poi ad assistente amministrativo abbia bisogno di specifica formazione, così come l’aspirante che non ha mai lavorato a scuola.

Questo è il caso di una nostra lettrice:

In questi giorni arrivano richieste di disponibilità per supplenze ATA,è legale che si chieda agli inseriti in terza fascia ulteriori titoli come laurea in Economia ed esperienza? 

La richiesta del possesso di determinate conoscenze non può essere una discriminante per l’assegnazione della supplenza, in quanto il regolamento delle supplenze ATA non lo prevede. La supplenza va assegnata al primo aspirante libero in base allo scorrimento delle graduatorie.

Il Dirigente Scolastico può senz’altro comunicare nella convocazione quale sarà la tipologia di lavoro richiesta, ma va ricordato che la formazione per il personale ATA è un diritto del lavoratore.

Diritto alla formazione

è o no un diritto ricevere formazione specifica per poter lavorare su un profilo nuovo?“.

Il Capo VI del CCNL Scuola è dedicato alla formazione in servizio: “L’Amministrazione è tenuta a fornire strumenti, risorse e opportunità che garantiscano la formazione in servizio“.

Con quali risorse: “Per garantire le attività formative di cui al presente articolo l’Amministrazione utilizza tutte le risorse disponibili, nonché le risorse allo scopo previste da specifiche norme di legge o da norme comunitarie. Le somme destinate alla formazione e non spese nell’esercizio finanziario di riferimento sono vincolate al riutilizzo nell’esercizio successivo con la stessa destinazione. In via prioritaria si dovranno assicurare alle istituzioni scolastiche opportuni finanziamenti per la partecipazione del personale in servizio ad iniziative di formazione deliberate dal collegio dei docenti o programmate dal DSGA, sentito il personale ATA, necessarie per una qualificata risposta alle esigenze derivanti dal piano dell’offerta formativa” (comma 2, art. 63).

Il personale ATA ha diritto alla formazione, a specificarlo l’articolo 64: “La partecipazione ad attività di formazione e di aggiornamento costituisce un diritto per il personale in quanto funzionale alla piena realizzazione e allo sviluppo delle proprie professionalità”.

Come partecipare alle attività di formazione

Il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, può partecipare, previa autorizzazione del capo d’istituto, in relazione alle esigenze di funzionamento del servizio, ad iniziative o di aggiornamento organizzate dall’amministrazione o svolte dall’Università o da enti accreditati.

La partecipazione alle iniziative di aggiornamento avviene nel limite delle ore necessarie alla realizzazione del processo formativo, da utilizzare prioritariamente in relazione all’attuazione dei profili professionali. In quest’ultimo caso il numero di ore può essere aumentato secondo le esigenze, tenendo conto anche del tempo necessario per raggiungere la sede dell’attività di formazione.

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Pubblicato in ATA

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