ATA, crisi di Governo: a rischio stop appalti di pulizia, concorso riservato e aumento stipendi

di Ilenia Culurgioni
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La piena crisi di Governo in atto può avere delle conseguenze sulla scuola, sconvolgendo i provvedimenti, in attesa di concretizzazione, previsti per docenti e ATA.

Su questi ultimi i sindacati avevano fatto una serie di proposte per la valorizzazione degli amministrativi, tecnici e ausiliari, che al momento, sono a rischio.

Se si andrà a nuove elezioni, resta da capire cosa succederà allo stop agli appalti di pulizia, al concorso riservato agli assistenti amministrativi facenti funzione di DSGA, agli aumenti stipendiali e tutto ciò che era stato previsto per il personale ATA.

L’attuale situazione del Governo

Ieri, intanto, la Lega ha presentato la mozione di sfiducia al Senato, a prima firma del capogruppo Massimiliano Romeo. Matteo Salvini preme sulle elezioni tra settembre e ottobre: “Gli austriaci voteranno il 29 settembre, in Polonia il 13 ottobre, spero che gli italiani votino entro lo stesso periodo”. Di contro, il Premier Conte ha precisato che non sarà la Lega a dettare i tempi e la crisi sarà “trasparente” e parlamentare.

Concorso stop appalti di pulizia

I primi dubbi riguardano l’internalizzazione dei servizi di pulizia nelle scuole dal 1° gennaio 2020. Lo stop agli appalti di pulizia potrebbe subire ulteriori ritardi con la caduta del Governo Lega-M5S, portando il processo a slittare ancora o, peggio, lo stesso potrebbe essere bloccato.

Il decreto interministeriale dovrebbe essere pubblicato a settembre, come affermato dall’Onorevole Luigi Gallo, dopo i vari ritardi dovuti alla complessità dell’intera procedura e ad alcune problematiche riscontrate nell’ultimo incontro svoltosi tra i sindacati al Miur, il 1° agosto.

Le organizzazioni sindacali avevano chiesto una serie di incontri coordinati dal Ministro Bussetti e ai quali avrebbe dovuto partecipare anche il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, per far luce in particolare sulla composizione della platea dei lavoratori e delle lavoratrici delle ditte di pulizia esterne. Dal tavolo del 1° agosto, era emerso un numero di ex lsu e appalti storici maggiore rispetto a quello dei posti accantonati: circa 16 mila unità di dipendenti contro 11.507 posti accantonati in organico. Tutto ciò potrebbe subire una battuta d’arresto, causando inevitabilmente un rinvio del concorso.

Ricordiamo i requisiti per partecipare al concorso, in attesa del decreto:

• servizio per almeno dieci anni (inclusi il 2018 e il 2019) presso scuole statali, per lo svolgimento di servizi di pulizia e ausiliari;
• essere assunti in qualità di dipendenti a tempo indeterminato di ditte titolari di contratti per lo svolgimento dei servizi di pulizia e ausiliari

Le altre proposte a rischio per il personale ATA

A rischio anche tutte le altre proposte per la valorizzazione del personale ATA, sulle quali non c’è stata nessuna definizione. Dopo l’intesa raggiunta con il Governo il 24 aprile scorso, in attesa di definizione restano:
• gli aumenti stipendiali in vista del prossimo rinnovo contrattuale
• il riavvio della mobilità professionale, ovvero delle procedure contrattuali che consentano la progressione di carriera
• la regionalizzazione della scuola, su cui c’era stato uno stop da parte del Movimento 5 Stelle
• il concorso riservato agli assistenti amministrativi facenti funzione di DSGA, proposto dal Senatore Mario Pittoni

Risulta difficile pensare, per ora, che un nuovo Esecutivo riprenda i vari provvedimenti e porti a termine il lavoro svolto dall’attuale Governo con le organizzazioni sindacali. Di fatto, i decreti, che avrebbero dovuto avviare le diverse procedure, non sono stati emanati e questo potrebbe creare difficoltà nella loro attuazione.

Le richieste del personale scolastico potrebbero restare senza una risposta. Si attende il delinearsi della situazione politica per poter definire con esattezza ciò che accadrà anche alla scuola, docenti e ATA compresi.

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