ATA, convocato e poi mandato via perché si cambiano le carte in tavola. Lettera

di redazione
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Inviato da Carmelo La Russa – Buonasera, mi chiamo Carmelo La Russa e sono un assistente amministrativo “precario” del famoso personale ATA.

Brevemente, sono stato convocato quest’anno il 16 settembre a Presezzo (BG) come AA 36 ore settimanali dove ho preso servizio il 18 dello stesso mese.
Dunque, proveniendo dalla mia adorata Sicilia, cerco casa nei pressi della scuola e, salutata la famiglia con una figlia di 12 anni disabile al 100%, suocera a casa anch’essa disabile al 100% allettata da cinque anni, ho pensato che quest’anno, dopo tanti anni, avrei fatto il mio bel servizio fino all’avente diritto, per raggiungere la soglia fatidica dei 24 mesi di servizio.

La mia convinzione è durata fino a ieri, 27 settembre, quando l’ufficio scolastico regionale per la Lombardia ha chiarito che bisogna scorrere nuovamente le graduatorie ATA e riconvocare gli ATA nelle scuole dove siano state assegnate supplenze non considerando il personale in ruolo destinatario dell’art. 59 del CCNL scuola.

Riassumendo: sono stato convocato regolarmente, poichè tale personale non poteva accettare quel tipo di incarico fino all’avente diritto, ho preso servizio regolarmente, ho lavorato come un forsennato dal primo minuto in quanto mi è stato assegnato il personale docente (convocazioni docenti per supplenze a non finire), all’improvviso il ministero autorizza quello che fino al giorno prima era vietato e cosi forse, tornerò da dove son venuto appena 10 giorni fa.

Gli interrogativi, i dubbi, le domande che mi sono posto sono tanti, ma uno in particolare mi fa star male: considerato tutto ciò, il docente chiamato in Veneto, di cui anche voi avete riportato notizia, che non si è presentato neanche per firmare il contratto ha fatto bene?
Ma la gestione della Scuola pubblica in Italia a chi è in mano?

Se qualcuno leggerà questa mia lettera-sfogo e ha il coraggio di rispondermi, su questo ennesimo inciucio-pasticcio del governo-sindacati io sono qui, più in……o e agguerrito che mai perchè state sicuri che la questione non finisce qui.

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