ATA: concorso lavoratori pulizie troppo selettivo. Assunti anche part time

di redazione
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E’ questa una delle criticità sollevate dalla FILCAMS CGIL in merito alla recente approvazione, nella Legge di Bilancio, di un emendamento che internalizza gli appalti di pulizia nelle scuole di ogni ordine e grado dal 1 gennaio 2020.

Basta personale esterno

Un emendamento alla Legge di Bilancio prevede un concorso ATA. DI cosa si tratta.

Spetterà alla scuola, a partire dal 2020, lo svolgimento della pulizia dei locali, mediante personale dipendente appartenente al profilo dei collaboratori scolastici. Vengono abolite, quindi, gli appalti di pulizia a ditte esterne.

Positivo il giudizio dei Presidi. “Siamo assolutamente d’accordo perché la gestione dei rapporti esternalizzati si è rilevata molto difficoltosa – commenta Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi a Repubblicain questo modo il personale interno potrà occuparsi anche della vigilanza, cosa che non potevamo chiedere agli addetti delle agenzie. E le pulizie saranno direttamente sotto il controllo dei dirigenti.

Soddisfatto l’on. Gallo, che da tempo aveva annunciato questa misura.

Assunzione tramite concorso

Nel 2019 il Miur bandirà un concorso per titoli ed esami, rivolto a coloro che avranno lavorato senza soluzione di continuità, dalla data di entrata in vigore della legge 3 maggio 1999, n. 124, presso le istituzioni scolastiche ed educative statali, per lo svolgimento di servizi di pulizia e ausiliari, in qualità di dipendente a tempo indeterminato di imprese titolari di contratti per lo svolgimento delle pulizie.

Le criticità

A metterle in evidenza la FILCAMS CGIL:

  • per stare nei limiti di spesa delle risorse corrispondenti agli attuali ATA accantonati (€ 292 milioni) le assunzioni potranno essere effettuate anche a part time e una volta determinato tale tipologia di rapporto di lavoro non potrà essere trasformato a tempo pieno.
  • i lavoratori assunti con il progetto Scuole Belle non hanno soluzione di continuità nel contratto
  • la selezione per titoli e colloqui di per sé è già una scrematura, molti lavoratori non hanno titoli di studio spendibili nella PA.

Una fetta ampia di lavoratori rischia in tal modo di essere esclusa a priori dalla selezione.

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