ATA. Chi conosce veramente il loro lavoro?

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di Gerardo Toscano – L'Italia è un paese incredibile, capace di controvertire ogni forma di buon senso, di negare le evidenze più lampanti, di mortificare le eccellenze più preziose esaltando le mediocrità più dannose, di incupire l'amara saggezza degli anziani e stroncare il sacro entusiasmo dei giovani.

di Gerardo Toscano – L'Italia è un paese incredibile, capace di controvertire ogni forma di buon senso, di negare le evidenze più lampanti, di mortificare le eccellenze più preziose esaltando le mediocrità più dannose, di incupire l'amara saggezza degli anziani e stroncare il sacro entusiasmo dei giovani.

Sotto questo punto di vista l'Italia è un paese unico, un paese magico, meglio dire stregato. E' difficile scrivere con lucidità e asetticità emotiva quando le vicende di cui si scrive hanno un carattere cosi' drammatico e grottesco al tempo stesso da sembrare stralci di commedia dell'assurdo eppure cerchero' di farlo.

Analizzando l'ennesima violenza riguardante la categoria professionale cui appartengo, il personale Ata e per la precisione il profilo di Assistente Amministrativo, ora che si ritrova inerme privo del tanto agognato e meritato ruolo e addirittura dello strumento di sopravvivenza dato dagli incarichi annuali per cedere il posto ai dipendenti in esubero delle Province, mi vengono tante considerazioni da fare e mille chiavi di lettura entro le quali interpretarle.

Cosa dovrei fare?

Potrei sottolineare il lato giuridico, ma ci sono altri soggetti più qualificati ed esperti che lo faranno.
Potrei evidenziare il lato umano, ma mi sembra lapalissiano ed è stato fatto con perizia e intensità da altri.
Potrei illustrarlo in chiave economica ma lo fa ahimè il governo.

Lo farò da un punto di vista che non è mai stato utilizzato: quello strettamente professionale.

Uno dei fattori che a mio avviso ha sempre penalizzato la categoria da un punto di vista mediatico e politico, oltre al numero esiguo, è l'ignoranza, a mio avviso voluta e strumentale per chi ne ha tratto vantaggio in campagne generaliste e forcaiole contro il pubbligo impiego, di chi siamo e cosa facciamo davvero, in cosa consiste la nostra professionalità e in quali condizioni svolgiamo il nostro lavoro.

La maggior parte delle persone non del settore ha un'immagine della scuola così come era vent'anni fà, con tutto ciò che ne consegue per quanto riguarda coloro che ci lavorano. La scuola è invece oggi un'azienda a tutti gli effetti, se seguissimo i criteri di classificazione delle imprese definiti dall'Unione Europea, tolto il fatturato, la definiremmo come un'impresa di medie dimensioni ovvero la forma più complessa di azienda prima di arrivare ad una corporate. E non ho considerato gli alunni.

L'Europa si sà è un mantra da citare a proprio uso e consumo e applicabile solo in addebito e mai a credito. Le aree di lavoro sono tante e complesse, con un bacino tematico che si districa tra competenze giuridiche, economiche, burocratiche, informatiche e spesso, molto spesso, quasi sempre di buon senso. Lo Stato chiede di evadere milioni di adempimenti in tempi sempre più ristretti, con formule sempre più farraginose e in condizioni sempre più proibitive.Soprattutto con un numero sempre più esiguo di dipendenti. Tutto questo lavoro richiede competenze, tutto questo lavoro richiede aggiornamento e studio, confronto e pratica sul campo, tempo e sacrificio. Lo Stato pretende, lo Stato dispone ma senza fare formazione, senza dotare degli strumenti, delle infrastrutture, delle nozioni, del personale necessario. Senza gratifica economica, vantaggi o agevolazioni concesse ad altre categorie, senza convenzioni, indennità, bonus.Senza giustizia, senza equità.

Il giovane Presidente del Consiglio di questo governo twittando allegramente parla di tecnologia e lascia che le segreterie scolastiche operino con macchinari dismessi da altri enti.

Il giovane Presidente del Consiglio parla di cloud e lascia che ci si avvalga di SIDI che ha impiegato dieci anni a raggiungere livelli sufficienti di decenza e livelli mediocri di funzionalità.

Quanto costa SIDI allo Stato presidente?

Il giovane Presidente del Consiglio parla di dematerializzazione e lascia che vengano introdotte modalità che la vanificano, sull'inefficienza della Fatturazione Elettronica a tal fine si è pronunciata persino Milena Gabanelli in Report, a testimonianza di come l'obiettivo non sia stato raggiunto in tutti gli enti interessati.

Il giovane Presidente del Consiglio parla di razionalizzazione e lascia spendere milioni di euro in licenze software quando si potrebbero usare distro gratuite di Linux e aumentare gli stipendi vergognosamente fermi a troppi anni fà e senza giusto motivo dati i verdetti recenti della Consulta.

Il giovane Presidente parla di risparmio e lascia che lo Stato debba pagare le multe conseguenti le procedure d'infrazione e le somme importanti dei provvedimenti risarcitori derivanti da innumerevoli ricorsi.I contribuenti saranno felici.

Il giovane Presidente del Consiglio parla di onestà e trasparenza e penalizza uno dei sistemi più chiari e trasparenti di reclutamento che esistano nella Pubblica Amministrazione con molteplici livelli di controllo. Il giovane Presidente del Consiglio parla di giovani eppure lascia a casa i precari che hanno un'età media inferiore al personale di ruolo.

Il giovane Presidente parla di modernità e non sa che le più grandi e produttive aziende mondiali stanno abbandonando le teorie della massimizzazione oraria per prediligere la serenità del lavoratore in quanto un lavoratore sereno e soddisfatto produce di più e meglio.

Il giovane Presidente del consiglio parla.

Uno più giovane di Lui vorrebbe essere ascoltato e vorrebbe farlo riflettere.

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