ATA Assistente tecnico non preparato in ambito informatico, è corretta l’assunzione?

Stampa

E’ quello che si chiede un nostro lettore, secondo il quale l’assunzione sarebbe avvenuta per il punteggio derivante da una laurea (non è richiesto titolo attinente alla professione da svolgere) ma non vi è alcuna preparazione specifica per l’ambito informatico.

Sono un Assistente Tecnico inserito in terza fascia. Vorrei porvi un quesito in merito all’articolo da Voi pubblicato dove parlate della formazione del personale ATA, volevo capire se è normale che un aspirante Assistente Tecnico, accetti un incarico da parte di una scuola non avendo nessuna esperienza e/o conoscenza nell’ambito dell’informatica, motivo per il quale dovrebbe essere di aiuto alla scuola e per il quale è stato convocato. La domanda che mi faccio è come mai la scuola non possa “filtrare” questo genere di problematiche

L’articolo al quale si riferisce il nostro lettore è

Supplenze ATA, convocazione con richiesta laurea ed esperienza. È corretto “saltare” chi non è preparato?

su una prassi in uso in alcune scuole che tendono a “scoraggiare” il personale che non sia in possesso di determinate competenze dall’accettare la supplenza per la quale si viene convocati.

Il titolo di studio per l’accesso al profilo di Assistente Tecnico

Il titolo di studio per accedere al profilo di assistente tecnico è il Diploma di maturità corrispondente alla specifica area professionale, le specificità dei diplomi sono quelle definite, limitatamente ai diplomi di maturità, dalla tabella di corrispondenza titoli – laboratori vigente entro il termine di presentazione della domanda.

La preparazione

Le supplenze vengono conferite per scorrimento di graduatoria, in base ai titoli in possesso. Se i titoli sono in possesso vuol dire che ci sono stati degli insegnanti che hanno certificato le competenze e ritenuto lo studente in grado di poter utilizzare quel diploma in ambito lavorativo.

Il sistema delle graduatorie si poggia su questo. Sta  poi alla sensibilità individuale chiedersi: se mi chiamano sarò in grado di affrontare il lavoro e adoperarsi per essere in grado, in prospettiva, di poter affrontare l’ambito lavorativo.

Oltre a quanto contenuto nel CCNL di settore già illustrato nel precedente articolo.

D’altronde il personale ATA assunto in ambito per il quale non possiede preparazione, oltre a richiedere quella stabilita per contratto, si renderà presto conto di quanto ci si trovi a disagio in un ambito lavorativo in cui ci trova fuori posto e farà di tutto per “imparare”.

Concordiamo con il fatto che il problema dovrebbe essere risolto a monte, ma il sistema delle convocazioni non può filtrare “preparati” e “non preparati”.

Per consulenze, commenti, richieste è possibile scrivere a [email protected]

Stampa
Pubblicato in ATA

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur