ATA, Anief: le misure del decreto Agosto non ci piacciono. Rebus per lavoratori fragili e niente lavoro agile

Anief – Dall’articolo 32 del DL 104/2020. Per Anief la norma va riscritta perché se è vero che le scuole riaprono, tuttavia, si potrebbe continuare a utilizzare in lavoro agile quegli amministrativi in grado di svolgere le attività da casa. Ancora rebus per i lavoratori fragili, mentre i sindacati attendono ancora la convocazione del tavolo specifico previsto dal protocollo del 6 agosto.

Dopo l’emergenza epidemiologica, il lavoro agile è stato ormai individuato quale modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nella pubblica amministrazione, con presenza limitata per le sole attività indifferibili. Durante l’esplosione del Covid-19 e la chiusura delle scuole tali attività sono state individuate in base alla complessità dell’istituto scolastico, tenuto conto anche delle scadenze improrogabili di natura amministrativa. Adesso, con il decreto 104 del 14 agosto 2020 e la riapertura delle scuole, il personale Ata non potrà più esercitare tale modalità, anche quando sarebbe possibile e utile, visto l’innalzamento della curva dei contagi.

Dalla firma del protocollo del 6 agosto e dagli impegni li assunti pure sul lavoro agile, denuncia Anief, ci saremmo aspettati la convocazione del tavolo e non l’abrogazione del lavoro agile pur comprendendo che la stessa è legata alla ripresa delle lezioni. Serve un chiarimento con un passaggio emendato. “Qualsiasi provvedimento, in questo periodo storico caratterizzato da una pandemia ancora in corso, dovrebbe tenere conto al primo posto della tutela della salute del personale”, dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale del giovane sindacato. Poi bisogna definire i nuovi livelli professionali anche col rinnovo del contratti e attivare tutti i profili. Non è possibile che in pieno agosto, durante le ferie, senza una formazione e una qualifica adeguata, lo stesso personale delle segreteria sia stato impegnato alla valutazione di 750 mila domande dei supplenti delle GPS presso le scuole polo. È arrivato il momento di riconoscere il merito di tutto il personale amministrativo senza ricorrere agli straordinari ma con una programmazione ordinata di organici e profili professionali”

Niente più ‘lavoro agile’ per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola: il decreto “agostano” n.104, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 14 agosto scorso, chiarisce che al personale scolastico non si applicano le modalità di lavoro agile del decreto legge del 19 maggio 2020, già previste dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 aprile 2020, che ha disciplinato le misure attuative urgenti di contenimento del Civid19 confermando l’adozione dello smart working quale modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni, ivi comprese le istituzioni scolastiche.

INCREMENTI PER I CONTRATTI ‘BREVI’

Inoltre, sempre nel decreto 104/20, è stato previsto il 10 per cento delle risorse che incrementano il fondo per l’attivazione dei contratti temporanei a tempo determinato del personale scolastico, ma tale fondo è reso indisponibile per essere utilizzato per la copertura delle sostituzioni: ne consegue che se un dipendente è assente per aspettativa – ad esempio in congedo parentale, quindi anche per un periodo medio lungo – non sarà consentito stipulare contratti a termine.

INCENTIVI PER LE PRESTAZIONI AGGIUNTIVE

Infine, è stato accantonato un fondo, pari al 10 per cento per lo svolgimento di prestazioni aggiuntive prestate anche dal personale amministrativo del ministero dell’istruzione e delle istituzioni scolastiche impegnato nelle operazioni di avvio dell’anno scolastico 2020/2021 nei mesi di agosto quando la maggior parte del personale ha dovuto prendere le ferie non utilizzate e il prossimo settembre. Queste prestazioni aggiuntive, però, dovrebbero configurarsi nella declaratoria del profilo professionale allegata al CCNL 2007/2009, nella quale per l’attività lavorativa si richiede una specifica preparazione professionale supportata da corsi di formazione specifici e da corsi di aggiornamento annuali, corsi mai resi possibili per la mancanza di fondi e ancor oggi non definiti.

IL COMMENTO DEL PRESIDENTE

“Per superare questi problemi – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – dobbiamo ripartire dal comune impegno preso con la ministra Lucia Azzolina, a rivedere i criteri di determinazione degli organici, di svolgimento dello stesso lavoro agile quando necessario e sulla revisione dei profili professionali attraverso l’apertura di un tavolo negoziale per la sottoscrizione di un nuovo e rivoluzionario contratto nazionale che riconosca infine al personale amministrato il merito, la qualifica, il ruolo importante che riveste nella scuola dell’autonomia. Presto avremo a disposizione le risorse del recovery found. Non possiamo perdere questa occasione, dopo anni di politiche di spending review che questo Governo sta contrastando.”

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