ATA: Anief chiede livelli superiori profili, buoni pasto, bonus formazione

di redazione
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Anief va in Aran a chiedere livelli superiori per i profili Ata fermi dal 1976 Questa è la prima richiesta della delegazione. Durante l’incontro si è parlato anche dei bassi livelli di retribuzione, delle troppe incombenze, della poca formazione peraltro non supportata da rimborsi, della penalizzazione della temporizzazione e degli organici mai attivati come dei profili AS e C o dei passaggi verticali bloccati. 

La delegazione Anief, ricevuta dal dott. Pierluigi Mastrogiuseppe e composta da Chiara Cozzetto, Daniela Rosano, Cristina Dal Pino e Alberto Aufiero, ha rimarcato fin dall’inizio come per il personale Ata si sia toccato il fondo, di come quasi ci si sia “dimenticati” di queste professionalità.

Con il personale Ata della scuola si è toccato il fondo: lo ha detto ieri l’Anief in sede di incontro presso l’ARAN, ricordando che per troppi anni amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici sono stati oggetto di un’azione volta a ridurre drasticamente il numero degli addetti e sono aumentate esponenzialmente le incombenze per l’ormai scarno personale scolastico amministrativo, tecnico e ausiliario. Mentre nuove responsabilità e competenze risultano ormai necessarie per garantire il corretto avvio dell’anno scolastico e il funzionamento ordinario delle istituzioni scolastiche, è necessario che queste nuove responsabilità e incombenze siano ben definite all’interno dell’ordinamento professionale in via di definizione e che siano forniti ai lavoratori gli strumenti per una corretta formazione non solo teorica, ma anche e soprattutto pratica.

Il risultato dell’assurda “politica dei tagli” operata dal Miur in questi anni, è che rispetto a due anni fa l’organico del personale ATA è stato, solo nell’ultimo anno, ridotto del 60%. A tutto questo si aggiungono le problematiche relative alla quasi totale impossibilità di sostituire il personale assente a causa di un anacronistico sistema di reclutamento e di individuazione di possibili sostituti dalle graduatorie di istituto che rende ancora più difficile e gravoso il lavoro che spesso ricade sul personale in servizio.

L’Anief si è quindi soffermata sulla suddivisione del personale: “è un buon sistema di classificazione che va incontro alle esigenze di tutte le tipologie di Istituti e che potrebbe garantire un fluido svolgimento dell’attività. Ma restano forti perplessità su alcuni punti, come la mancata attivazione del Profilo dell’Area C, la figura del coordinatore sia Tecnico sia Amministrativo, inesistente all’interno degli organici e la figura del collaboratore scolastico addetto ai servizi alla persona, professionalità anch’essa di fatto mai attivata, ma assolutamente necessaria, considerato il notevole incremento negli ultimi anni di alunni diversamente abili e la prassi, ormai comune, di gravare il collaboratore scolastico anche della cura dell’igiene personale degli stessi allievi.

“La figura del collaboratore scolastico di area AS – sostiene il sindacato – così come tutto il personale ATA, dovrebbe essere correttamente formato alle mansioni da svolgere e la contrattazione non può esimersi dal mettere nero su bianco che le nuove responsabilità connesse alla funzione debbano assolutamente corrispondere a un congruo adeguamento stipendiale”.

Tutto il personale scolastico, inoltre, dovrebbe “aver diritto anche ad usufruire di un buono pasto nei casi in cui i suoi turni lavorativi prevedano una permanenza sul posto di lavoro anche in orario di pausa pranzo”.

La delegazione Anief ha riscontrato il parere concorde da parte dell’amministrazione sulla necessità di prevedere dei corsi iniziali di formazione che siano funzionali allo scopo e dei successivi corsi di aggiornamento che siano costanti negli anni e funzionali allo scopo.

Va inoltre previsto, anche per il personale ATA, il bonus annuale per la formazione e l’aggiornamento, così come già previsto per il personale docente, in quanto nell’ultimo periodo, a seguito della riforma della pubblica amministrazione, gli assistenti amministrativi sono stati gravati anche dei compiti che prima venivano svolti dai funzionari degli ambiti territoriali o di altri enti.

Particolarmente grave risulta, poi, il quadro stipendiale del personale ATA: il più basso della Pubblica Amministrazione. Eppure, “il Personale ATA di tutte le Aree svolge in modo prevalente, sotto il profilo quantitativo e qualitativo, funzioni superiori non retribuite e non valorizzate; basti pensare che i livelli retributivi sono rimasti invariati dal 1976 ad oggi rispetto alle funzioni svolte, a fronte di un titolo di studio richiesto superiore a quello originario del 1976 e a un aumento notevole di mansioni e di responsabilità non previste originariamente nella corrispondente qualifica professionale. Ricordiamo che le competenze assunte nelle varie qualifiche del personale ATA della scuola, si sono modificate nel tempo rispetto al 1976 quando bastava la licenza elementare per i bidelli (oggi collaboratori scolastici) e la licenza media per gli applicati di segreteria (oggi assistenti amministrativi) e le responsabilità risultavano essere ben diverse rispetto ad oggi”.

Sono ulteriormente aumentati, infatti, i carichi di lavoro e le responsabilità a fronte dello stesso stipendio tabellare; si sono innalzati i titoli di studio necessari per l’accesso al profilo e sono aumentate le competenze: ora occorre un diploma di scuola superiore o una laurea per gli assistenti amministrativi (ex applicati) e un diploma di qualifica per i collaboratori scolastici (ex bidelli), ma la retribuzione non è mai stata adeguata e corrisponde al 3° e 4° livello della carriera esecutiva.

Il sindacato ha chiesto quindi “una adeguata riqualificazione tabellare del personale ATA, ai sensi dell’ art. 6, comma 3, lettera b del D.M. Funzione Pubblica del 15 Novembre 1989”. Rilevando, inoltre, che risulta opportuno dotare gli istituti scolastici di strumentazioni informatiche innovative e corrispondenti a quanto previsto dal D. Lgs 81/08 perché non è possibile continuare a gravare il personale amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola di nuove incombenze, senza neanche dotarli degli strumenti utili a svolgere al meglio le funzioni richieste.

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