ATA, 12 mila LSU sono diventati collaboratori scolastici. Anief: adesso è tempo di assumere anche il personale delle graduatorie

Anief – Inizia marzo, mese in cui circa 12.000 Lsu delle cooperative delle scuole transiteranno nell’organico dello Stato. Tenendo conto della mappa delle scuole chiuse o in cui almeno le attività didattiche sono sospese, è chiaro che non tutti da ieri hanno potuto procedere con la presa di servizio, in alcuni Comuni delle regioni Veneto e Lombardia, ancora considerate focolai a rischio, la presa di servizio è stata giocoforza rimandata.

Figure cruciali dell’organizzazione del lavoro scolastico, gli Ata stabilizzati non sono certo sufficienti a coprire il reale fabbisogno delle scuole.

Il sindacato autonomo aveva previsto, ma invano visti gli esiti, due specifici emendamenti al decreto Milleproroghe 162/19 pubblicato in Gazzetta Ufficiale, proprio per sanare le a disparità di trattamento avvenuta a seguito della sola stabilizzazione del personale delle cooperative prevista dal Decreto Scuola, convertito nella Legge 159/2019 ed entrato in vigore il 19 dicembre scorso.

ASSUNZIONI SU POSTI VACANTI

Anche incontrando di recente il ministro dell’Istruzione Azzolina, il giovane sindacato rappresentativo ha sottolineato la necessità di varare un piano straordinario di almeno 50 mila unità con la stabilizzazione anche di tutti i facenti funzione con tre anni di servizio. Serve una presa di coscienza e di responsabilità da parte della politica, tanto che Anief ha proposto in vista del prossimo anno scolastico l’immissione in ruolo di tutto il personale collaboratore scolastico, assistente tecnico e amministrativo su tutti i posti vacanti e disponibili, privi di titolare e in tutti i profili professionali previsti dalla normativa contrattuale vigente, al di là di un contingente di ulteriore dodici mila unità ai fini del potenziamento del servizio per la rete scolastica. Una mossa che darebbe respiro a livello nazionale al sistema scuola e farebbe risparmiare allo Stato i risarcimenti del contenzioso avviato per la violazione delle norme sui contratti a termini come per quanto riconosciuto dalla legge 159/2019”. Tanto più che il comparto dispone di quasi 40 mila posti vacanti, considerando la metà derivanti dal potenziamento degli istituti.

REVISIONI PROFILI

Concetti ribaditi anche da una delegazione di Anief all’Aran, che ha posto l’accento pure sulla revisione dei profili. Se pure si condivide l’accorpamento delle Aree A ed AS, si ritiene necessario mantenere gli attuali titoli di studio e un doppio organico: Collaboratore Scolastico e Collaboratore Scolastico addetto ai Servizi della Persona (AS). Appare necessario anche un riesame delle modalità di accesso e di valutazione dei titoli occorrenti per accedere ai concorsi rivolti al personale Ata per l’inserimento nelle Graduatorie di Istituto (III fascia) e nelle Graduatorie Provinciali (I fascia), ferme più o meno ai criteri fissati con il D.M. 150 del 2001, se non addirittura con l’abrogata O.M. 59 del 1994. Servono anche corsi di aggiornamento per ottenere il riconoscimento delle effettive professionalità e responsabilità di tutti i profili, ma in particolar modo quelli di Area B che svolgono già incarichi di livello superiore (ad esempio la sostituzione dei Dsga)

AMMINISTRATIVI FACENTI FUNZIONE DSGA AL CONCORSO

Per quanto riguarda, invece, il personale assistente amministrativo di ruolo (anche senza la laurea, ma con notevole esperienza acquisita sul campo) che abbia svolto a tempo pieno le funzioni dell’area di destinazione per almeno tre interi anni scolastici negli ultimi dieci, Anief chiede che venga ammesso alle “prove scritte del concorso bandito ai sensi dell’articolo 1, comma 605 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, in deroga al superamento delle prove preselettive previste con decreto del ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca n. 863 del 18 dicembre 2018”.

IL COMMENTO DEL PRESIDENTE PACIFICO

“I componenti del personale Ata – sottolinea il presidente nazionale di Anief, Marcello Pacifico – restano centrali per il nostro sindacato, che anche in occasione dell’ultima legge di bilancio aveva proposto di stabilizzare il personale e di attivare i profili professionali superiori previsti dal contratto di lavoro. Come dimostrano gli emendamenti suggeriti, Anief continua a battersi perché anche i diritti di questi lavoratori della scuola siano  riconosciuti. Non ci siamo mai opposti alle stabilizzazioni avviate, ma abbiamo denunciato come tutti i lavoratori che hanno avuto un abuso di contratti a termine per svolgere la stessa mansione dovessero essere stabilizzati allo stesso modo. Ecco perché abbiamo invitato gli interessati ad aderire al nostro ricorso per essere stabilizzati nella pianta organica dello Stato. Se i tribunali italiani non vorranno dare una risposta o se non sarà quella che si aspettano i lavoratori, sarà la Corte di Giustizia Europea a mettere le cose a posto. E continua la pioggia di ricorsi per il risarcimento del danno per illecita reiterazione di contratti a termine”.

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