Assurdo non concedere neanche l’assegnazione provvisoria per i neoassunti 2019-20. Lettera

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Inviato da Luca Gallo – Si ringrazia il coordinamento nazionale docenti abilitati per aver portato alla luce tante storie di assoluto disagio di tanti docenti, a causa del vincolo quinquennale che sta letteralmente creando situazione al limite della vivibilità, e che colpisce ancora una volta i docenti abilitati di seconda fascia.

Sì sempre gli stessi, ovvero coloro che hanno ” creduto” alla fabbrica di illusioni dei corsi abilitanti, che non hanno avuto il diritto di entrare in GaE, che hanno dovuto affrontare concorsi altamente selettivi, aggregazioni territoriali a distanza di 1000 km per svolgere le prove, pur essendo il concorso regionale, che si sono visti in alcuni casi scavalcati da chi con un semplice ricorso e senza abilitazione hanno avuto la fortuna di entrare prima in ruolo e non essere soggetti al blocco quinquennale che colpisce i nuovi assunti a partire dall’a. s. 2019-20.

Dopo circa 15 anni di precariato la soddisfazione di entrare in ruolo ad un’età non più giovanissima e’ stata subito sconvolta dalla lettura del contratto che riportava la questione della prima scuola di titolarità e dell’impossibilità a spostarsi per almeno un quinquennio, la doccia fredda era servita, si chiedeva spiegazioni al personale dell’u. s. p. che forse per tranquillizzarci ci dicevano che potevamo comunque chiedere l’assegnazione provvisoria, ma in realtà neanche questa possibilità è prevista, addirittura neanche con la legge 104 art. 21 si ha il diritto all’avvicinamento a casa, ma solo con l’art. 33.

Qui non si contesta la questione della continuità didattica, ma non si può non tenere conto delle diverse situazioni e dei diversi percorsi che hanno portato al ruolo, la maggior parte dei docenti abilitati hanno garantito la continuità didattica durante i lunghi anni passati da precari, spesso nella stessa scuola, era già un boccone amaro quello di partecipare ad un concorso regionale e di non poter scegliere da abilitati la provincia che più poteva soddisfare le nostre esigenze, è stato allo stesso tempo un boccone amaro il DM 631 che ci obbligava a scegliere i posti residui a livello regionale del contingente dell’a . s. precedente, ed e’ stato un boccone amarissimo il vincolo quinquennale imposto con la legge di bilancio del 31 Dicembre 2018.

Inoltre i primi assunti da GRAME hanno avuto per il primo anno la possibilità di chiedere l’assegnazione provvisoria, mentre quest’anno avranno la possibilità di chiedere la mobilita’, quindi è evidente la disparità di trattamento, ricordo anche che il blocco quinquennale e’ stato dichiarato più volte anticostituzionale, per cui un’imposizione così netta da un anno all’altro per dei lavoratori che provengono per altro dallo stesso concorso e’ semplicemente folle, anche perché nell’ultimo bando di concorso, la cosiddetta fase transitoria, ovvero il concorso 2018, di questo vincolo quinquennale non c’era la minima traccia.

Noi docenti abilitati, parcheggiati per anni nel limbo della seconda fascia di istituto, CHIEDIAMO a gran voce una deroga al vincolo quinquennale, la possibilità inoltre di chiedere l’assegnazione provvisoria, il diritto al lavoro deve poter collimare con il diritto a poter veder crescere i propri figli, di poter aiutare i genitori anziani e di poter finalmente pensare ad una sistemazione che renda migliore la propria condizione per poter rendere anche meglio la qualità del proprio insegnamento.

Ci deve essere data la possibilità di scegliere una provincia più comoda, i posti ci sono, anche alla luce di quota 100, non vogliamo posti che non ci sono, ma solo la possibilità di avvicinarci a casa, ci sono casi di persone che ancora sulla soglia dei cinquant’anni sono costretti a pagare doppi affitti, insomma non c’è pace, anche perché se non si prevede per quest’anno una deroga a tale blocco, con le nuove assunzioni previste per settembre 2020 per via dei nuovi concorsi, tornare a casa diventerà praticamente impossibile, per cui invito fermamente i sindacati a battere su questo punto, ripeto questo vincolo pesa come un macigno nei confronti dei docenti di seconda fascia per troppi anni dimenticati e più volte beffati.

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