Assunzioni precari dal 1° settembre, Anief su Decreto Sostegni-bis: utilizzare tutte le fasce Gps, via i paletti sul servizio minimo-specifico svolto

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Comunicato Anief – Sulla fase transitoria del reclutamento dei docenti precari della scuola, prevista dal Decreto Sostegni-bis approvato dal Governo, il Parlamento deve intervenire per cambiare il testo: a chiederlo è stato oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, nel corso di un’intervista a Italia Oggi.

“Va bene l’assunzione da Gps, però va attuata da tutte le graduatorie, non solo dalla prima, quindi anche dalla seconda fascia, noi vorremmo che anche la terza fascia fosse utile a questo scopo. E poi non si possono mettere dei ‘paletti’: perché per essere individuati come candidati per l’immissione in ruolo bisogna avere 36 mesi di servizio? E perché solo nella scuola statale?”, ha chiesto il sindacalista. Pacifico ha anche contestato la mancata considerazione, ai fini dell’individuazione per l’assunzione in ruolo, per diversi profili di precariato.

L’apertura del Consiglio dei Ministri verso i precari della scuola è minima. Lo sostiene il leader dell’Anief, secondo cui la verità è che “non si possono escludere i tanti precari collocati in seconda e terza fascia. Ma nemmeno coloro che sono inseriti negli elenchi di sostegno o hanno un servizio misto oppure hanno svolto servizio su sostegno senza specializzazione. Bisogna eliminare tutti questi vincoli. Perché quella che si sta organizzando non è una gara a creare ostacoli, ma l’obiettivo finale è avere dal 1° settembre tutti gli insegnanti in cattedra”.

Il presidente dell’Anief ha quindi annunciato che l’intenzione è quella di lavorare “assieme alle altre sigle sindacali, ma soprattutto con il Parlamento affinché vengano presentati e approvati degli emendamenti che possano ampliare l’accesso all’assunzione a tutti coloro che fanno i supplenti da anni e che hanno i titoli per essere assunti in ruolo. È assurdo per l’ennesima volta, nonostante una procedura d’infrazione avviata e un reclamo collettivo presentato dall’Anief e approvato dal Consiglio d’Europa, continuare a dare risposte parziali e che comunque non risolvono il problema. Chiediamo di essere ascoltati: noi siamo pronti a elaborare i testi degli emendamenti al decreto legge Sostegni-bis”.

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