Assunzioni, migliaia di docenti scelgono la sede in cui dovranno rimanere per almeno cinque anni. Anief: pochi i chiarimenti

Immissioni in ruolo 2020: il sindacato Anief invia interpello urgente al Ministero con richiesta di chiarimenti sulla procedura automatizzata di immissione in ruolo del personale docente.

Le procedure di immissione in ruolo docenti gestite dal Ministero attraverso una nuova piattaforma informatizzata appositamente creata e inserita sul sistema Istanze OnLine sono in corso di svolgimento, ma secondo il sindacato sono troppe le criticità riguardo la comprensione della modalità di gestione della stessa procedura e troppe le incognite e le domande senza risposta cui i futuri neoimmessi in ruolo si trovano a far fronte in questi giorni senza avere dal Ministero e dalle competenti Amministrazioni regionali il necessario supporto neanche attraverso la pubblicazione di FAQ.

“Per prima cosa abbiamo rilevato, rispetto all’unico documento a noi inviato a metà luglio dal Ministero, che alcune questioni sono state risolte proprio su nostra espressa richiesta – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – come la possibilità di inserire e ordinare un numero indefinito di sedi e non, come prima previsto, solo 30. Ma questo ci fa capire che, rispetto al documento da noi ricevuto e commentato a metà luglio la versione definitiva della procedura online è differente.

Ad esempio non appare chiaro, e non lo era neanche nell’unico documento da noi ricevuto, come il sistema proceda nella “gestione” di alcune specifiche disponibilità date dal candidato.

Ci riferiamo, ad esempio, alla disponibilità ad accettare COE, le cattedre “esterne” su più scuole, o le cattedre per specifiche tipologie di attività di insegnamento come quello nelle sedi carcerarie, ospedaliere o nei licei europei”.

Non appare chiaro, infatti, se tali disponibilità saranno “prese in considerazione” dal sistema informatizzato prima o dopo le eventuali disponibilità di cattedre presenti nella stessa sede indicata dal candidato che ha “flaggato” la voce specifica delle COE etc.

Non definito e mai chiarito per tempo ai singoli candidati individuati nei “turni di nomina” online, ad esempio, neanche che dalla FASE1 online di indicazione delle province e delle classi di concorso per cui si voleva accettare il ruolo, la procedura relativa ai concorsi (GM2016 e GM2018) avrebbe assegnato, a conclusione della FASE1, esclusivamente uno degli abbinamenti “gestiti” in quell’unica fase e, quindi, avrebbe fatto “proseguire” il docente alla successiva “Fase2” di scelta sedi solo per il risultato migliore tra provincia/classe concorso/tipo posto e non per tutte le classi di concorso per cui aveva diritto all’immissione in ruolo da Graduatorie di Merito.

Ancora non chiarita, inoltre, la modalità di gestione dei docenti assegnati “d’ufficio” a una provincia perché non hanno compilato e inoltrato la domanda online relativa alla “Fase1” che ora, al contrario di quanti hanno correttamente inviato la domanda online, hanno “passato il turno” per tutte le procedure concorsuali e le classi di concorso per cui avevano diritto ricevendo, solo, d’ufficio l’attribuzione della provincia.

“Non ci è chiaro – continua il presidente Anief – neanche come il sistema procederà nell’attribuzione della sede ai candidati che, pur avendo selezionato delle sedi nella domanda online relativa alla “Fase2”, non troveranno la relativa disponibilità al loro turno e nessuno sa se queste casistiche saranno gestiti “in coda” a tutti gli altri e se prima o dopo le posizioni di quanti saranno “gestiti d’ufficio” completamente dal sistema perché non accederanno alla domanda online neanche per la seconda fase.

Non è pensabile che un docente che sta scegliendo in questo momento per il proprio futuro lavorativo debba procedere senza indicazioni chiare da parte del Ministero e per questo ci è sembrato assolutamente necessario richiedere con urgenza al Ministero un incontro, risposte ai nostri quesiti più stringenti e la pubblicazione di specifiche indicazioni e FAQ per aiutare i lavoratori a capire come il “sistema” gestirà, diciamolo, la loro vita!”.

Anief non ha mancato di rilevare, neanche, che al termine di questa procedura il docente subirà il famoso “vincolo quinquennale” nella sede di titolarità senza possibilità di usufruire della mobilità, assegnazione provvisoria o utilizzazione.

“Vogliamo evitare che, oggi come nel 2016, la sede in cui il docente neoimmesso in ruolo sarà destinato per cinque anni possa essere affidata al solito “algoritmo” ministeriale di cui nessuno conosce l’effettivo funzionamento – conclude Pacifico – per questo stiamo agendo per tempo a tutela dei diritti dei lavoratori. Chiediamo al Ministero che semplicemente pubblichi FAQ, che ci dia risposte alle tante criticità che abbiamo rilevato nel sistema online e che stia al fianco di quei lavoratori che per anni e da precari hanno permesso il corretto svolgimento delle attività didattiche e ora devono affrontare la loro immissione in ruolo con la dovuta serenità.

Siamo certi e fiduciosi che il Ministero non voglia affatto “abbandonarli” come in “nave senza nocchiero” e che darà immediato riscontro al nostro interpello fornendo con trasparenza tutte le informazioni utili ai lavoratori per gestire correttamente anche questa fase di “passaggio” del loro futuro lavorativo senza abbandonarli. Noi, di certo, non lo faremo”.

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