Assunzioni insegnanti. Repubblica conferma in due anni, ma c’è una terza via

Di Lalla
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Il modo per salvare capra e cavoli nella partita delle 150.000 immissioni in ruolo c'è ancora tutto. E mentre si assottiglia il numero degli ottimisti, il Parlamento è chiamato a dare una grande prova di coesione.

Il modo per salvare capra e cavoli nella partita delle 150.000 immissioni in ruolo c'è ancora tutto. E mentre si assottiglia il numero degli ottimisti, il Parlamento è chiamato a dare una grande prova di coesione.

Il Premier ha invitato le opposizioni, tramite la e-News dell'08 marzo, a non fare ostruzionismo sul DDL che, tra le tante novità, potrà portare in cattedra con contratto a tempo indeterminato un numero cospicuo di docenti oggi precari.

Il numero, 150mila, è forse sovrastimato, ma è diventato il simbolo di questo straordinario piano di immissioni in ruolo di cui si parla ormai da settembre 2014 e su cui gli interessati, in questi mesi, hanno riposto aspettative, professionali e di vita.

I tempi di approvazione del DDL sono, in effetti, il più grande ostacolo al piano. Come ci ha ricordato l'On. Centemero in una intervista esclusiva a OrizzonteScuola.it, non si deve tener conto solo del DDL, ma anche dei tempi necessari alla macchina amministrativa (ripartizione posti, delibere Collegi docenti, lavoro USR e Uffici Scolastici) per attuare il progetto.

L'anno scolastico inizia inderogabilmente il 1° settembre 2015.

E tuttavia non sarebbe certo pensabile buttare il bambino con l'acqua sporca solo a causa dei tempi. In un articolo di sabato abbiamo parlato quindi di piano A e piano B.

Piano A = tempi rapidi approvazione DDL, tempi rapidi macchina amministrativa, tutti in ruolo da settembre 2015. Una favola che rischia di rimanere senza finale.

Piano B = decreto solo per 50.000 assunzioni, o quelle che si ritiene possano essere congrue (associando ad es. anche l'organico di fatto).

Corrado Zunino, in un articolo di Repubblica di oggi, a pag. 13, conferma lo scenario B: Via i precari in due anni. Ossia, 50.000 assunzioni a settembre, il resto nel 2016, insieme al concorso nel frattempo bandito.

Tra i due piani, pare che il Primo Ministro appoggi il primo, chiedendo al Parlamento senso di responsabilità. Renzi avrebbe preso sul serio il coinvolgimento dell'organo legislativo, se non altro per una questione di principio

Dello stesso avviso sarebbero il Ministro e il Sottosegretario Faraone, ma attraverso un Decreto legge che avvi la riforma e immetta in ruolo tutti i precari a settembre 2015. Proposta che, nel nostro articolo di sabato, abbiamo detto improbabile anche se non impossibile.

Però, una strada che potrebbe permettere di venire incontro sia alle esigenze dei tempi parlamentari che all'esigenza dei precari di essere immessi in ruolo nell'a.s. 2015/16, passa per le assunzioni giuridiche.

Nel 2015 sarebbero subito disponibili circa 50mila assunzioni, il problema riguarda i posti legati all'organico funzionale soggette ai tempi parlmaentari. Una soluzione ottimale potrebbe vedere l'assunzione dei 50mila docenti a settembre e il resto su organico funzionale, sempre nell'a.s. 2015/6 ma nel corso dell'anno, sull'organico funzionale nel frattempo delineato, ma con assunzione giuridica ed effettiva presa di servizio dal 1° settembre 2016. Una via che ad oggi non è ancora possibile escludere. Ne parla anche l'On. Centemero " Le Camere possono impiegare anche due mesi e "La buona scuola" può essere pronta a fine aprile, ma poi deve partire la macchina amministrativa, che è molta più lunga e lenta del parlamento: dunque non potranno essere fatte tutte le assunzioni promesse per il 1 settembre. A meno che si abbia già in mente che una parte di assunzioni siano giuridiche ma con decorso economico dal 2016/17."

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