Assunzioni in ruolo, si parte: MEF autorizzerà per 70 mila docenti ma il rischio di averne anche metà il 31 luglio esiste

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Le immissioni in ruolo partiranno ufficialmente domani, con il Ministero dell’Istruzione che svelerà la nuova piattaforma telematica. Entro il 31 luglio, secondo il cronoprogramma di Bianchi, le operazioni si dovrebbero concludere, per poi passare subito alle nomine di supplenza. Ma il timore è che si possa ripresentare lo stesso scenario degli ultimi anni, con le assunzioni effettive in numero decisamente inferiore rispetto alle quote autorizzate dal MEF. Ecco perché la partita del decreto sostegni bis potrebbe diventare indispensabile.

Come sappiamo infatti, la possibilità  prevista dal Mef di posti da assumerne in ruolo per il prossimo anno scolastico si aggira intorno ai 70 mila. Tuttavia, se le cose dovessero restare così, difficilmente si riusciranno a portare a casa tutte le 70 mila assunzioni autorizzate. Anzi, forse si arriverà a metà, nelle migliori delle ipotesi, quindi 30-35 mila circa.

Con le Gae e Gm svuotate in molti casi, si potrà puntare ad assumere i vincitori del concorso straordinario, che supereranno appena i 20 mila posti. Inoltre saranno disponibili i docenti precari delle graduatorie provinciali di prima fascia, come previsto dal testo licenziato dal Governo del decreto sostegni bis.

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Come avere più precari da assumere per settembre

Per questa ragione l’approvazione degli emendamenti presentati dalle forze politiche diventa indispensabile. L’unica possibilità per avere più docenti precari da immettere in ruolo, dato che, secondo l’emendamento Pittoni (Lega), ad esempio, si potrà procedere con le assunzioni anche dalla seconda fascia delle Gps, dove vi sono insegnanti non abilitati.

In questo senso va letto l’appello dello stesso senatore della Lega dei giorni scorsi, che ha invitato le forze politiche coinvolte a partire da domani all’approvazione degli emendamenti, a trovare una soluzione condivisa.

I sindacati sperano

Anche sul fronte sindacale si spera in una soluzione che possa aumentare le chance per i precari: “I 113.000 posti vacanti e disponibili sono un obiettivo realizzabile; tutte le forze parlamentari mostrino un interesse bipartisan, siano solo dalla parte della scuola”, dice Maddalena Gissi, segretaria generale della Cisl Scuola, che ricorda come “il precariato non è una responsabilità dei precari, ma dello Stato, attraverso meccanismi normativi che generano un’instabilità e un’incertezza cui porre fine” .

Anche Anief, per bocca del presidente Marcello Pacifico, spera in una intesa fra le forze politiche: “Molti, anche della maggioranza di Governo, hanno detto di essere d’accordo con noi: ora siamo alla resa dei conti, è bene che non si tirino indietro. Altrimenti, saranno corresponsabili dell’ennesimo boom di supplenze annuali che già quest’anno ha toccato il record con 220mila contratti annuali di cui la metà su sostegno”.

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