Assunzioni e indennità, medici immessi in ruolo dopo 18 mesi di servizio e a quelli di frontiera 15 mila euro; ai docenti supplenze a vita e appena 50 euro per la continuità didattica. Anief denuncia la differenza di trattamento

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Lo Stato continua a trattare i suoi dipendenti con due pesi e due misure: l’ultima discrepanza di trattamento enorme arriva in questi giorni e vede il personale della scuola ancora una volta messo all’angolo. 

Pochi giorni fa l’amministrazione ha comunicato ai sindacati che per premiare la continuità didattica assegnerà una “mancia” pari ad appena 50 euro: Anief ha da subito chiarito che anziché un premio per chi rinuncia al diritto alla mobilità, sarebbe stato molto più sensato procedere al riconoscimento di indennità di trasferta giornaliera per chi presta servizio lontano dal proprio comune di residenza. E che sarebbero serviti non meno di 3 mila euro annui di indennizzo, per compensare il sacrificio umano e soprattutto economico per svolgere l’attività didattica lontano dal proprio domicilio. Ora, però, il sindacato apprende anche che la Regione Sardegna darà 15mila euro ai medici di frontiera come indennità di sede.

Come se non bastasse, assorbirà nei ruoli migliaia di medici con soli 18 mesi di servizio, mentre gli insegnanti continuano a non essere stabilizzazioni dopo avere effettuato 36 mesi di supplenze sebbene dall’Unione europea, dalla Corte di giustizia Ue e dal Comitato dei diritti sociali sempre di Bruxelles, giungono richieste precise di assunzioni in ruolo automatiche dopo avere raggiunto i tre anni di precariato anche non continuativi.

“Non abbiamo nulla contro i medici e il loro encomiabile ruolo, che è stato e continua a essere a dir poco prezioso, se non eroico, in occasione della pandemia – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief -, ma quello che non comprendiamo è perché si continua a trattare il dipendente pubblico con due pesi e due misure. Perché lo Stato darà solo 50 euro ai docenti per la continuità didattica? Perché l’ultima legge di bilancio stabilizza il personale sanitario con 18 mesi di servizio, come già accaduto nel 2006, e non quello scolastico con 36 mesi? Sarebbe il caso di chiedere cosa pensano di questa discrepanza i candidati alle elezioni politiche del prossimo 25 settembre. A questo punto – conclude il sindacalista autonomo – se per il Governo la scuola non ha bisogno d’aiuto, allora secondo noi a settembre la scuola potrà anche non riaprire”.

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