Assunzioni docenti, Gissi (Cisl Scuola): “Serve un sistema binario per coprire ogni anno le cattedre vuote” [VIDEO]

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“Il Patto per l’Istruzione rappresenta una sintesi per mettere in chiaro alcuni aspetti che devono portare la scuola a garantire un impegno di qualità e di riconoscimento per il personale. Da questo Patto devono discendere impegni precisi per il Governo e il Parlamento”

Lo ha detto Maddalena Gissi, segretaria generale della Cisl Scuola, intervenuta nel corso del dibattito di Orizzonte Scuola tv del 21 maggio.

Sul reclutamento, la sindacalista precisa: “Ci saranno molte cattedre vuote a settembre. Se guardiamo le assunzioni del 2020, erano state autorizzate 85 mila e alla fine ne sono state fatte 23 mila. Questo perchè il sistema scolastico ha una rigidità“.

E ancora: “Noi non abbiamo letto il decreto sostegni bis. Ancora oggi non è ufficiale. Quando il Ministro ci ha proposto un reclutamento con una fase transitoria per avere più docenti assunti a settembre, non ci ha detto come. Il Ministro ci ha ascoltato e noi abbiamo sempre detto che la platea delle Gps. C’è personale con 36 mesi di servizio che attende di essere stabilizzato. Noi chiedevamo procedure semplificate“.

La segretaria Cisl Scuola rivolge un invito alla politica: “Tutti devono fare la propria parte. Se la politica non ha accettato l’emendamento dei senatori Pittoni e Verducci, sulle assegnazioni provvisoria ad esempio, io spero che la politica voglia cambiare idea. Ci sono assenze importanti per il momento. Come la procedura abilitante, ad esempio”.

Dobbiamo avere dunque un sistema binario, da una parte assume tramite la regolarità concorsuale e dall’altra tutto quello che permette di avere esperienza e professionalità, con una procedura ad hoc. Oggi si parla di fase transitoria, ma il Patto per l’Istruzione prevede una regolarità delle procedure. E per avere regolarità i soli concorsi ordinari non bastano. Noi abbiamo bisogno di coprire annualmente un numero elevato di cattedre e ogni anno dobbiamo avere una prospettiva per settembre. Se i concorsi ordinari non sono sempre pronti, dobbiamo trovare altre strade regolari. Sarebbe anche un incentivo per i precari di legare questi docenti alle scuola“, conclude Maddalena Gissi.

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