Assunzioni docenti con 36 mesi di servizio, Anief: no della Commissione alla Camera, si continua con le supplenze

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Comunicato Anief – Un’altra battuta d’arresto per l’annoso problema del precariato scolastico, che ha una percentuale altissima, più che doppia rispetto agli altri comparti pubblici.

Dopo il no del Senato a una proposta presentata dal sen. Iannone (FdI), ispirata da un emendamento di Anief, anche alla XIV Commissione alla Camera si perde un’occasione d’oro, perché è arrivato lo stop a un altro emendamento chiesto da Anief all’interno dell’Atto della Camera n. 1422 (Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2018); l’emendamento aveva l’obiettivo di stabilizzare decine di migliaia di insegnanti, amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici su posti liberi. Pur di non votarla è stata dichiarata inammissibile in Commissione alla Camera, dopo essere stata respinta in Senato. Il risultato è che tantissimi posti rimarranno vuoti e andranno a supplenza, in attesa dei concorsi, con tutto ciò che ne segue: scompensi enormi a didattica e funzionalità, che già vivono circa 8 mila istituti scolastici alla continua ricerca di personale.

 L’emendamento pro precari

La richiesta di modifica presentata da Augusta Montaruli (Fdi) e Francesco Lollobrigida (Fdi), con l’emendamento 18.03., prevedeva, dopo l’articolo 18, l’aggiunta del seguente articolo 18-bis: All’articolo 4, comma 1, della legge 3 maggio 1999, n. 124, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Qualora per effetto della successione di contratti di lavoro a tempo determinato stipulati con il personale docente per la copertura di posti vacanti e disponibili, il rapporto di lavoro abbia complessivamente superato i trentasei mesi, comprensivi di proroghe e rinnovi, indipendentemente dai periodi di interruzione, si dà luogo all’assunzione a tempo indeterminato, in ottemperanza a quanto previsto dalla direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999.»

La caccia ai supplenti

Il mancato via libera avrebbe dato seguito finalmente alla direttiva UE 70/99, introdotta da Bruxelles proprio per scongiurare la reiterazione dei contratti a tempo determinato e il problema dei vuoti di organico, che costringe dirigenti ministeriali e scolastici a cercare supplenti nonostante ci siano decine di migliaia di lavoratori – selezionati, formati, con esperienza – che chiedono di essere stabilizzati. Una modalità che ha solo lo scopo di far risparmiare lo Stato, eliminando artificiosamente i mesi estivi, anche in presenza di cattedre e posti privi di titolare, di evitare l’incremento stipendiale per via della mancata ricostruzione di carriera e della negazione degli scatti stipendiali ai precari. Anche se moltissimi tribunali hanno già decretato risarcimenti, accogliendo ricorsi dei lavoratori danneggiati.

Il commento del Presidente Anief

L’approvazione dell’emendamento – fa notare Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief –, avrebbe evitato la quasi certa condanna dello Stato nella procedura d’infrazione 4231/14 sull’abuso delle supplenze in presenza di posti vacanti e di candidati già selezionati e formati, in attesa pure della sentenza C-494/17 Rossato sul mancato risarcimento riconosciuto agli insegnanti di ruolo. Sarebbe stata l’occasione per mettere fine al problema della violazione della normativa comunitaria in tema di rinnovo dei contratti a termine. Migliaia di docenti e Ata con 36 mesi di servizio su posto vacante e disponibile meritano di essere stabilizzati. Sono anche – conclude il sindacalista –l’Europa e i tribunali italiani e transnazionali a chiedercelo”.

In caso di procedura d’infrazione la palla passerebbe alla Corte di Giustizia Europea. Intanto proseguono i ricorsi di Anief in tribunale, come quello di recente vinto a Palermo: il Miur è stato condannato a risarcire 6 docenti con 175mila euro, perché è stato riconosciuto il diritto all’estensione dei contratti dal 30 giugno al 31 agosto di ogni anno e alle progressioni stipendiali.

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