Assunzioni da graduatorie di istituto per chi ha più di 100 punti. Lettera

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Inviato da Davide Cappelletti – Che qualcuno finalmente lo ammetta: i docenti con servizio misto sono gli individui più odiati dalla scuola italiana, da questo governo giallofucsia, dal ministro e dai sindacati.

Ci siamo macchiati del più grave crimine che possa esistere, ossia quello di lavorare in un comparto privato per poter mantenere la nostra famiglia, i nostri figli, messi al mondo in un’Italia che notoriamente sta attraversando un boom di nascite.

Abbiamo preparato lezioni, verifiche, corretto prove, magari svolto esami di Stato da membri interni per poter rilasciare agli studenti un diploma che (giova ricordarlo) ha la stessa valenza legale di un diploma conseguito in un istituto statale. Ma noi non siamo uguali e non abbiamo gli stessi diritti e gli stessi bonus dei colleghi della scuola statale, che anzi molto spesso ridono di noi e ci considerano dei supplenti che provengono da chissà quale diplomificio.
Ma siamo in quarantena e io propongo video lezioni e video interrogazioni. Gli altri mi guardano come fossi un pazzo che si ammazza di lavoro.

Grazie al punteggio nella scuola paritaria sono potuto entrare, da docente di terza fascia, dopo cinque anni di lavoro in vari istituti (e in passato anche realtà di “scuole per recupero anni scolastici”) in un istituto superiore statale. Ma adesso probabilmente mi vedrò scavalcato da chi ha molti meno anni di me come esperienza sul campo, in classe.

A questo governo, questo ministro, ai sindacati (a me è stato detto che, visto che ho lavorato nel privato, a loro non interessava il mio caso, e mi sembra che a nessun sindacato interessi della nostra posizione. NESSUN SINDACATO) non interessiamo: nessuno ci protegge. Nessuno pensa a noi. Si parla di “servizio di 36 mesi”, di abilitazioni che non partono, di 24 cfu necessari (e io sono anche corso a conseguirli), ma nessuno propone l’idea più semplice.

Al prossimo aggiornamento delle graduatorie di terza fascia, chi ha superato i 100 punti in graduatoria nella classe di concorso in cui insegna, e non abbia mai riportato un “licenziamento” e/o dei gravi richiami per il suo comportamento nei confronti di studenti e colleghi, deve essere immesso in ruolo.

Un docente di questo tipo ha esperienza, testimoniata dal punteggio in graduatoria, e se ha conseguito i 24 cfu è anche in linea da quanto richiesto dal ministero. Cosa si deve dimostrare ancora?

Qualcuno dirà che bisogna passare attraverso un concorso. Ma da quanto tempo non c’è un concorso serio per la scuola in questa Repubblica?
Di solito chi risponde “io ho fatto il concorso” è il docente che tra due anni andrà in pensione, che è diventato professore quando “si vinceva facilmente”, quando una laurea era considerata un qualcosa di straordinario.

Questa è la mia “modesta proposta”, a meno che questo governo preferisca continuare a fagocitare i suoi figli, come nel testo di Swift.

Distinti Saluti

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