Assunzioni con call veloce: l’obiettivo di coprire tutti i posti potrebbe fallire

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Federico Viviani, Scuola Bene Comune – Signora Ministro, le immissioni rappresentano ogni anno un tema alquanto scottante, non solo per il periodo dell’anno in cui vengono effettuate, e, anche il corrente non fa eccezione.

Lei, in un’intervista rilasciata alla testata “Il Secolo XIX” in data 05 agosto 2020 dichiarava quanto segue:
Stiamo per firmare l’ordinanza che darà ad ogni Ufficio scolastico un budget da utilizzare per dare insegnanti e personale Ata in più (oltre le 80.000 assunzioni già dichiarate)”, con toni molto rassicuranti.

Successivamente, in un comunicato del 08 agosto 2020 venivano annunciate ben 84.808 immissioni in ruolo di personale docente, un numero certamente elevato, sicuramente il più elevato degli ultimi anni e 11.323 unità di personale ATA.

Ma, come ogni anno, dobbiamo porci una domanda: le assunzioni annunciate corrisponderanno anche a quelle effettive? La risposta, come ogni anno, è decisamente negativa.

La domanda che sorge spontanea è: com’è possibile che le immissioni effettive siano sempre minori di quelle autorizzate dal MEF e, quindi, di quelle annunciate?

I motivi sono molteplici e sono i seguenti (almeno i principali):

1. Determinazione del contingente che non guarda alle reali necessità territoriali;
2. Distribuzione del contingente stesso non oggettiva, ma quasi con metodologia random;
3. Procedure concorsuali effettuate anche su classi di concorso in cui le GAE sono ancora “piene” di aspiranti (in primis infanzia e primaria) creando frustrazione e sconforto nei docenti che le compongono;
a cui si deve aggiungere, quest’anno, l’informatizzazione della procedura che ha creato non pochi problemi agli aspiranti al posto a tempo indeterminato.

In particolare, ci si riferisce al fatto che:

a. La procedura su Istanze on Line nella prima fase era abilitata alla scelta della sola provincia che si prediligeva per l’assunzione consentendo di effettuarla in un tempo molto ristretto – solo 5 giorni – e in un periodo in cui le sedi sindacali erano chiuse nella maggioranza dei casi lasciando ai candidati l’onere di fare una scelta fondamentale per la loro vita lavorativa in totale solitudine senza un qualsiasi consiglio;
b. L’accesso a tale procedura era previsto anche per chi era già di ruolo in altre classi di concorso o in altri gradi di scuola o anche in altre province. Ad esempio, una persona era già di ruolo in una classe di concorso poteva trovarsi a dover esprimere comunque la rinuncia in un’altra classe di concorso semplicemente perché si trovava in una GM in cui c’erano ancora aspiranti e se non lo faceva si trovava una nomina d’ufficio non desiderata e che, magari, poteva generare problemi al candidato e alla scuola in cui prestava servizio fino allo scorso anno scolastico.

Oltre a tutto ciò è necessario fare le seguenti considerazioni:
• Alcune classi di concorso hanno GM 2016, GMRE 2018, GAE con aspiranti;
• Le GM 2016 e GMRE 2018 di infanzia e primaria in molti casi presentano ancora un numero di aspiranti molto elevato e, quindi, esaurire le GAE diventa quasi una Mission Impossible;
• Al contrario le GM 2016, GMRE 2018 e GAE di altre classi di concorso sono totalmente prive di aspiranti e le FA corrispondenti ne presentano un numero altrettanto ridotto, motivo per cui i posti disponibili rimarranno quasi completamente scoperti;
situazioni paradossali, certo, ma che comunque corrispondono alla realtà fattuale in modo drammatico.

Conseguentemente, molte cattedre non verranno coperte da docenti stabilizzati con contratto a tempo indeterminato o per mancanza di aspiranti o perché gli aspiranti eccedono le disponibilità.

Pertanto, anche quest’anno, come i precedenti, vedrà un numero di docenti assunti in ruolo di molto inferiore rispetto a quanto dichiarato e il ricorso alle supplenze – anche tramite MAD (= Messa A Disposizione) – sarà copioso.

Ciò nonostante, il Decreto 08 giugno 2020, n. 25  relativo alla così detta “call veloce”  afferma che:
“Art. 1 (Oggetto e definizioni)
1. Il presente decreto disciplina, a decorrere dall’anno scolastico 2020/2021, la procedura di chiamata per l’assunzione a tempo indeterminato di personale docente ed educativo sui posti che rimangono vacanti e disponibili in ciascun anno scolastico dopo le operazioni di assunzione a tempo indeterminato disposte ai sensi della normativa vigente.
2. Omissis
3. Ai fini del presente decreto si applicano le seguenti definizioni:
a) Procedura di chiamata: procedura di immissione in ruolo in territori diversi da quelli di pertinenza delle graduatorie di appartenenza;
b) Omissis
c) Omissis
d) Omissis
e) Omissis
f) Omissis
g) Omissis
h) Omissis
i) Omissis
j) Omissis”.

Dall’interpretazione letterale dell’art. 1, comma 1 si deduce chiaramente che i docenti potranno prendere parte a tale procedura solo dopo le “immissioni ordinarie” e sui posti così residuati.

Tuttavia, chi prenderà parte alla call veloce, ai sensi dello

“Art. 2 (Destinatari della procedura)
1. Ai sensi dell’articolo 1, comma 17-bis, del Decreto legge, la partecipazione alla procedura disciplinata dal presente decreto riguarda i soggetti inseriti nelle graduatorie utili per l’immissione in ruolo del personale docente ed educativo ai fini dell’assunzione a tempo indeterminato, in un’altra regione rispetto a quella di pertinenza della medesima graduatoria.
2. I soggetti inseriti nelle GAE possono, in alternativa a quanto disposto al comma 1, presentare istanza per i posti disponibili in altre province della stessa regione rispetto alla provincia dove risultano collocati. I soggetti inseriti nella I fascia delle GAE, inseriti in due province, scelgono, comunque, una sola regione.
3. I soggetti di cui ai commi 1 e 2 possono presentare istanza, per ciascuna graduatoria di provenienza per i posti di una o più province di una sola regione, al fine dell’assunzione a tempo indeterminato in territori diversi da quelli di pertinenza delle graduatorie di riferimento.
4. Omissis”.

dovrà scegliere una o più province di una regione diversa rispetto a quella di pertinenza.

Ciò potrebbe certamente costituire un freno all’adesione a tale procedura (nonostante le rassicurazioni da Lei fornite in un comunicato del 29 luglio 2020 visto e considerato che i posti disponibili potrebbero trovarsi anche a molti chilometri di distanza rendendo poco appetibile l’accettazione di un incarico.

La domanda che sorge spontanea, a questo punto, è la seguente: siamo sicuri che tutti i posti saranno coperti prima dell’inizio dell’anno scolastico?

La risposta, ovviamente, non può che essere negativa.

Il motivo è molto semplice. I posti che residueranno saranno soprattutto nel Nord d’Italia, mentre gli aspiranti si troveranno principalmente nel Sud d’Italia. Ora, ogni docente, per quanto volenteroso ha le sue problematiche famigliari e non è sempre semplice fare una scelta del genere (e qui si aprirebbe il discorso su un’altra problematica, che, tuttavia, non è il caso di affrontare in questa sede).

Pertanto, Signora Ministro, come vede, non sono sufficienti annunci e rassicurazioni per avere tutti i docenti in cattedra all’inizio di un anno scolastico è necessario avere una visione reale della situazione delle diverse classi di concorso nel territorio nazionale e bandire i concorsi dove servono realmente perché, altrimenti, non si fa altro che alimentare false speranze ottenendo un effetto contrario a quello desiderato e auspicato da tutte le parti in causa.

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