Assunzioni 2020 con “chiamata lampo” in altra regione ma vincolo cinque anni. Ancora esclusi docenti GaE

Le immissioni in ruolo docenti dell’a.s. 2020/21 saranno caratterizzate da una novità: la possibilità di assunzione anche in regione diversa per vincitori e idonei dei concorsi 2016 e 2018. 

A prevederlo è il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 ottobre 2019 e adesso trasmesso alle Commissioni per il dibattito.

La norma è stata pensata per ridurre il rischio che anche il prossimo anno scolastico – come già avvenuto nel 2018 e 2019  – possano rimanere scoperti posti sui quali il MEF ha autorizzato le assunzioni.

La norma riguarderà esclusivamente le assunzioni per l’anno scolastico 2020/21 e interesserà sia la secondaria che infanzia e primaria.

Per queste assunzioni con “chiamata lampo” saranno utilizzati posti vacanti e disponibili residui dopo le normali procedure di attribuzione dei posti.

Come si tradurrà in pratica questa previsione lo ha spiegato il Sottosegretario Lucia Azzolina qualche giorno fa a RadioCusanoCampus 

A settembre 2020, dopo le immissioni in ruolo, gli Uffici scolastici faranno una “call veloce”, di 7 – 10 giorni. I docenti, volontariamente, potranno proporsi. Dopo le assunzioni quella particolare graduatoria scomparirà.

Esclusi i docenti delle GaE

L’intesa siglata il 1° ottobre da Miur e sindacati prevede invece “consentire ai vincitori e agli idonei dei concorsi banditi nel 2016 e nel 2018 e agli iscritti nelle GaE, su base volontaria, di indicare una regione/provincia diversa nella quale essere immessi in ruolo, sui posti che rimarranno vacanti e disponibili a settembre 2020, dopo lo scorrimento delle graduatorie in questione”.

Nel testo del decreto approvato in Consiglio dei Ministri il 10 ottobre scorso e in quello pubblicato il 30 ottobre con alcune modifiche si legge che il provvedimento riguarda i concorsi 2016 e 2018 e non si fa menzione delle GaE.

Sull’argomento, nel corso del mese di ottobre era intervenuto il Sottosegretario Azzolina, che ha assicurato  “Il Governo intende rispettare, in merito, l’impegno preso: stiamo lavorando affinché l’istituto sia aperto a tutti e dico tutti i docenti presenti nelle graduatorie per le immissioni in ruolo (GM, GMRE, GAE) e che consenta stabilmente di coprire il maggior numero possibile di posti vacanti e disponibili che siano avanzati dopo le ordinarie immissioni in ruolo.”

Pertanto il Miur è al lavoro perché la norma  – pur ancora non presente nel decreto scuola – potrà interessare tutti i docenti, anche delle GaE.

In ogni caso i sindacati hanno gli occhi puntati anche su questo aspetto. “Ci sembra un elemento di incoerenza aver assunto l’impegno con l’intesa di permettere ai docenti delle GAE il cambio di provincia, salvo poi omettere questa possibilità nel testo del decreto.” scrive la FLCGIL.

Vincolo cinque anni

I docenti neoassunti dall’a.s. 2020/21 saranno sottoposti al vincolo del Decreto Legislativo n. 59/2017 art. 13 comma 3

“Il docente è tenuto a rimanere nella predetta istituzione
scolastica, nel medesimo tipo di posto e classe di concorso, per almeno altri
quattro anni, salvo che in caso di sovrannumero o esubero o di
applicazione dell’articolo 33, commi 5 o 6, della legge 5 febbraio 1992, n.
104, limitatamente a fatti sopravvenuti successivamente al termine di
presentazione delle istanze per il relativo concorso.”

Quindi il vincolo sarà anno di prova + altri quattro anni. Esclusa la possibilità di trasferimento o assegnazione provvisoria.

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