Assunzioni 2015. Miur conferma: fase B la più “sfortunata”

Di Lalla
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Naturalmente stiamo parlando di un contratto a tempo indeterminato nella Pubblica Amministrazione, e dunque abbiamo utilizzato le virgolette, ma nella architettura generale del piano straordinario di assunzioni 2015/16 la fase B risulta effettivamente quella che penalizzerà maggiormente coloro che vi si troveranno coinvolti.

Naturalmente stiamo parlando di un contratto a tempo indeterminato nella Pubblica Amministrazione, e dunque abbiamo utilizzato le virgolette, ma nella architettura generale del piano straordinario di assunzioni 2015/16 la fase B risulta effettivamente quella che penalizzerà maggiormente coloro che vi si troveranno coinvolti.

La fase B del piano assunzionale – afferma infatti il Ministero – è preceduta dalla fase A, che garantisce a tutti di trovar posto nella propria provincia, entro il limite dei posti disponibili.

Anche per la fase C – prosegue nelle FAQ diramate il 5 agosto – l'assegnazione degli aspiranti ai posti avverrà con una particolare attenzione a garantire, al massimo delle possibilità, che ciascuno sia assegnato proprio alla prima tra le province secondo l'ordine delle preferenze espresse. Solo se nella prima provincia non sarà possibile trovare posto, perché tutti i posti risulteranno occupati da altri soggetti con maggior punteggio che hanno scelto quella provincia come prima, allora capiterà che la proposta di incarico a tempo indeterminato sarà effettuata per una provincia diversa.

Dunque, se gli assunti nelle fasi 0 e A e persino nella fase C (su quest'ultima è lecito avanzare il beneficio del dubbio), troveranno posto i primi nella provincia scelta nell'aggiornamento delle GaE 2014 o nella regione scelta per il concorso, e i secondi nella prima provincia che adesso sarà indicata come preferita, ne consegue che una sorta di penalizzazione spetta proprio ai docenti della fase B.

In questa fase dovranno infatti essere assegnati i posti, su base nazionale, residui della fase A, non assegnati per mancanza di aspiranti in quella provincia. Per alcune classi di concorso è improbabile che ciò si verifichi, per altre potrebbero esserci più possibilità.

Uno schema sintetico, che però non prende in considerazione tutte le classi di concorso, è l'analisi di Gessetti Rotti, secondo la quale la fase B potrebbe interessare

A050 (145), A039 (56), A035 (59), A040 (73), A042 (336), A043 (935), A059 (1800), A445 (400), A446 (320), A033 (450), A034 (70), A024 (38), A020 (240), A013 (90).

Molti docenti hanno avanzato al Ministero la richiesta di conoscere in quali province si verrà a creare la disponibilità dei posti prima di inoltrare definitivamente la domanda per il piano assunzionale. Una richiesta che riteniamo legittima, ma che forse costringerebbe gli USR a lavorare anche nei giorni di pausa del Ferragosto.

La fase A infatti dovrebbe chiudersi entro il 14 agosto e nei giorni successivi si potrebbero conoscere i dati. Un piccolo sforzo che potrebbe aiutare la scelta dei docenti (non è vero che una provincia vale l'altra), altrimenti costretti ad un lungo ed estenuante lavoro di ricerca negli Uffici Scolastici, pochissimi dei quali pubblicano con puntualità l'esito delle convocazioni.

Una rassicurazione proviene dal fatto di assegnare le supplenze fino al 30 giugno prima degli incarichi a tempo indeterminato della fase B, in modo da assicurare la nomina giuridica e la supplenza nella propria provincia. I tempi di esecuzione dei provvedimenti saranno fondamentali. 

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