Assolto il docente accusato di negazionismo e incitazione all’odio razziale: numerose le reazioni negative

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GB – L’insegnante del primo liceo artistico di Roma, Roberto Valvo, accusato di "negazionismo" e di reati riconducibili alla legge Mancino sull’istigazione all’odio razziale, è stato assolto: molte le reazioni negative alla decisione del giudice monocratico Maria Cristina Muccari riportate da un articolo del Corriere della Sera.

GB – L’insegnante del primo liceo artistico di Roma, Roberto Valvo, accusato di "negazionismo" e di reati riconducibili alla legge Mancino sull’istigazione all’odio razziale, è stato assolto: molte le reazioni negative alla decisione del giudice monocratico Maria Cristina Muccari riportate da un articolo del Corriere della Sera.

Donatella Di Cesare, docente di Filosofia teoretica alla Sapienza, ricorda subito: "In Germania tutto questo non potrebbe accadere, l’insegnante negazionista non sale più in cattedra. Il fatto che un negazionista sia insegnante in Germania è considerato abnorme, a prescindere da qualsiasi altra legge – spiega Donatella Di Cesare -. Perciò il nostro legislatore si deve rendere conto che in assenza di una legge sul negazionismo un insegnante negazionista, eventualmente assolto come è appena accaduto, sarà ulteriormente legittimato a sostenere il suo negazionismo di fronte a un’aula di ragazzi, a prescindere dalla loro preparazione".

Per Antonio Parisella, storico e presidente del Museo di via Tasso, "assolvere un insegnante che professa queste opinioni negazioniste è comunque un errore giuridico. Non si può di certo strapazzare questa legge (legge Mancino) – spiega Antonio Parisella – fino a farle prevedere un reato di opinione. La legge contiene già ben individuate fattispecie di reato, che tutt’al più si possono precisare ulteriormente e definire meglio. Questo sì, ma la legge dovrebbe già bastare. Più in generale mi preoccupa però il clima culturale generale tale da permettere a un giudice monocratico di sentirsi senza problemi nell’emettere una sentenza del genere. C’è una sorta di assuefazione alla possibilità del negazionismo tale da generare sottovalutazione. Inoltre il giudice pare non tenere in conto il fatto che questo docente continuerà ad insegnare".

Per Guido Albertelli, presidente dell’Anppia, l’associazione dei perseguitati politici antifascisti, la sentenza dimostra " indifferenza nei confronti delle vittime del nazifascismo. Assolvere un insegnante che professa simili opinioni, non privatamente, ma in cattedra, dentro la scuola italiana – continua Albertelli – va di pari passo infatti con la decisione recente partorita dalle commissioni parlamentari di eliminare ogni contributo per le ventuno associazioni della memoria di cui fa parte l’Anppia."

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