Associazione ADIDA con MIDA per lottare per l’immissione in ruolo dei docenti delle graduatorie d’istituto

Stampa

Valeria Bruccola – Uniii si vince. Nato da una convinzione autentica, supportata anche dalla “saggezza popolare”, questo motto è ormai diventato lo slogan che, insieme ad Adida e al Mida precari, promotori dell'iniziativa, hanno fatto proprio importanti sindacati, associazioni, gruppi e comitati che spontaneamente hanno deciso di sostenere la manifestazioni organizzata dalle due sigle, prevista per il pomeriggio del 12 gennaio, davanti al MIUR.

Valeria Bruccola – Uniii si vince. Nato da una convinzione autentica, supportata anche dalla “saggezza popolare”, questo motto è ormai diventato lo slogan che, insieme ad Adida e al Mida precari, promotori dell'iniziativa, hanno fatto proprio importanti sindacati, associazioni, gruppi e comitati che spontaneamente hanno deciso di sostenere la manifestazioni organizzata dalle due sigle, prevista per il pomeriggio del 12 gennaio, davanti al MIUR.

Una grande soddisfazione per la nostra associazione che insieme al Mida ha voluto dare un segnale di unità di intenti, di obiettivi e di convergenza sulle questioni veramente importanti. E l'esclusione dei docenti delle graduatorie di istituto dalla possibilità di essere assunti a tempo indeterminato, a parità di titoli dei loro colleghi delle GAE, già da quest'anno è una questione importante, nonostante il silenzio assordante che grava sulle molteplici realtà che compongono il variegato mondo di queste graduatorie.

Accomunati nella discriminazione, infatti, si trovano i docenti abilitati in vari momenti storici e con varie “formule”, tutti, comunque, riconosciuti formalmente, ufficialmente, tecnicamente, normativamente ABILITATI, dopo aver sostenuto un esame di Stato. TFA, PAS, Laureati in Scienze della Formazione Primaria, Diplomati Magistrali sono solo etichette che derivano da percorsi diversi ma tutti, in base a criteri definiti di volta in volta, finalizzati al riconoscimento delle competenze necessarie all'esercizio di una professione, quella del DOCENTE, nei vari ordini di scuola.

A cosa vale questo “passato formativo” quando, varcando la soglia di un'aula, tutti questi docenti si trovano a svolgere le medesime mansioni dei loro colleghi di ruolo? A cosa serve continuare a pensarsi diversi, migliori, peggiori, superiori, inferiori, quando a scuola siamo identificati come insegnati dai nostri colleghi, dai nostri alunni e dai loro genitori? Inutili differenziazioni che veicolano strumentalizzazioni politiche e nuovi clientelismi che, come DOCENTI, vogliamo combattere e spezzare. Non possiamo dimenticare, poi, che tra questi docenti in servizio, ce ne sono migliaia definiti non abilitati che, tuttavia esercitano la professione per il quale il MIUR stesso ha definito i criteri, definendoli idonei all'insegnamento. Un'altra differenziazione incomprensibile dall'esterno, tra idonei e abilitati, che di fatto non si realizza nella pratica, essendo gli uni e gli altri chiamati ad assolvere gli stessi compiti, con le medesime responsabilità morali, civili e penali.

Vogliamo quindi, oltre che ricordare al Governo che esistiamo, che abbiamo una dignità professionale della quale andiamo fieri, ognuno nel suo ruolo e con la sua formazione, che deve essere rispettata anche dalle istituzioni; che le leggi ingiuste si possono e si devono correggere, soprattutto se a farne le spese sono dei cittadini che quotidianamente contribuiscono a perpetuare la vita civile del Paese, attraverso la formazione, l'istruzione, l'educazione delle giovani generazioni. Non pagati, condannati ad un precariato indeterminato, migliaia di docenti italiani hanno deciso di non piegare la testa e di dimostrare ancora una volta il proprio dissenso nei confronti di una Legge iniqua che ha alimentato contrapposizioni anche tra i docenti neossunti e tra questi ultimi e i loro colleghi immobilizzati da anni.

Difficilmente si potranno risolvere alcune delle problematiche connesse all'attuazione della legge 107, ma sicuramente non è mai tardi per correggere il tiro. Già, anche nella maggioranza, cominciano a sostenere la necessità di norme transitorie adeguate al profilo di chi è già docente, di nome e di fatto, e per i quali non è pensabile la chiusura operata dal Governo che ha voluto risolvere il problema del precariato negando l'esistenza di una parte consistente di esso. Il richiamo all'unità voluto da Adida e Mida, proprio su questi contenuti incontestabili, è stato immediatamente accolto da alcune sigle sindacali e da svariati gruppi che combattono la nostra stessa battaglia.

Il SAESE ha indetto uno sciopero per la giornata del 12, proprio per favorire l'afflusso dei docenti reclutati dalle GI alla manifestazione a Roma. Inoltre hanno manifestato il loro sostegno all'iniziativa, quindi saranno presenti, Flc-Cgil, Unicobas, Cobas Scuola Lazio, Associazione Nazionale Docenti, CUB Scuola Roma, La Voce dei Giusti, C.D.M.A., i Partigiani della Scuola Pubblica, Professione Insegnante, Coordinamento Nazionale Pas-Tfa e Cattivi Maestri e Gessetti Rotti. Attendiamo fiduciosi altre dichiarazioni ufficiali di sostegno all'importante appuntamento.

L'isolamento, ancor peggio la contrapposizione, dei vari segmenti che rappresentano a vario titolo la nostra categoria non può che indebolire l'azione di contrasto nei confronti di inique scelte politiche e depotenziare il peso delle le richieste avanzate dai docenti esclusi illogicamente dal piano d'assunzione del governo.

 

Stampa

Concorsi ordinari docenti entro il 2021, anche DSGA. Preparati con CFIScuola!