Assistenza igienica agli alunni con disabilità. Sindacati si ribellano, ma si tratta di collaborazione all’inclusione scolastica

di redazione
ipsef

Salvatore Nocera – Leggo su Orizzontescuola del 20 Luglio scorso ( http://www.orizzontescuola.it/news/collaboratori-scolastici-corso-obbligatorio-assistenza-base-ad-alunni-disabilit-sicilia-ma-non) la penosa , vergognosa ed incredibile vicenda della ribellione dei sindacatiscuola siciliani aderenti a CGIL,CISL, UIL, SNALS, alla comunicazione del Direttore scolastico regionale Altomonte che, in applicazione della specifica e puntuale norma dell&rsquo

Salvatore Nocera – Leggo su Orizzontescuola del 20 Luglio scorso ( http://www.orizzontescuola.it/news/collaboratori-scolastici-corso-obbligatorio-assistenza-base-ad-alunni-disabilit-sicilia-ma-non) la penosa , vergognosa ed incredibile vicenda della ribellione dei sindacatiscuola siciliani aderenti a CGIL,CISL, UIL, SNALS, alla comunicazione del Direttore scolastico regionale Altomonte che, in applicazione della specifica e puntuale norma dell’art 1 comma 181 lettera C n. 8 della l.n. 107/2015 sulla “ buona scuola “, ha dichiarato che verranno effettuati corsi di aggiornamento obbligatori per collaboratori e collaboratrici scolastiche per l’assistenza igienica agli alunni con gravi disabilità.

La vicenda siciliana è nota; ed io che sono nativo di Gela, città natale dell’attuale Presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta che stimo per il suo coraggio, l’ho già raccontata sul sito www.aipd.it/scuola/schedenormative/, come segue :

“IL PROBLEMA DELL’ASSISTENZA IGIENICA AGLI ALUNNI CON DISABILITA’

In Italia il problema assai controverso è stato risolto con il CCNL del 2003, confermato col CCNL del 2007 art 47,48 e Tabella A e seguenti CCNL, secondo i quali tutti i collaboratori e collaboratrici scolastiche hanno l’obbligo di accompagnare gli alunni con disabilità da fuori a dentro la scuola e viceversa e dentro i locali della scuola. Per l’assistenza igienica, invece, occorre un incarico del Dirigente scolastico, trattandosi di attività specialistica.

In Sicilia la questione è ancora più complicata. Infatti, qui, in forza dell’autonomia regionale, è stata emanata laL. 5/11/2004 n. 15 che, all’art 22, stabilisce che l’assistenza igienica è a carico dei Comuni per la scuola di base e delle province per la scuola superiore, senza eccezione alcuna.La cosa è stata talmente innovativa che è stata emanata la Circolare n. 3 del 27 Marzo 2005 nella quale si ribadisce questa singolare innovativa soluzione; però alla fine si precisa ( in ciò attenuando il rigore della propria legge regionale) che i Dirigenti scolastici, prima di chiedere agli Enti locali, l’assegnazione di personale ad hoc, debbono fornire una dichiarazione agli stessi circa la presenza di collaboratori “ formati e disponibili”. Il termine “ disponibili” è, come sempre, ancora equivoco, non chiarendo se trattasi di una disponibilità oggettiva, dovuta alla presenza di tale personale nella scuola o soggettiva, nel senso della volontà o meno del personale di svolgere tali mansioni.

Per questo motivo anche in Sicilia si è stipulata un’Intesa, il 23 Giugno 2005, fra Regione siciliana, ANCI ed UPI regionali, Sindacati, nonché il Forum del Terzo Settore ed il Coordinamento delle associazioni regionali di persone con disabilità e loro familiari.

Nell’ìintesa si ribadisce il carattere suppletivo di ricorso agli Enti locali poiché si riconosce preliminarmente l’applicazione del CCNL del 2003,che pone a carico dei collaboratori scolastici e delle collaboratrici l’obbligo di svolgere l’assistenza scolastica con l’obbligo di frequentare un apposito corso di aggiornamento di circa 40 ore, previo incarico del dirigente scolastico che deve assegnare un contributo economico di circa 1000 euro annui. Dopo aver constatata l’ indisponibilità del personale ausiliario della scuola (indisponibilità non soggettiva – voglio o non voglio – ma oggettiva – mancanza di personale aggiornato ), allora ci si può rivolgere ai Comuni per chiedere l’assegnazione di personale per l’assistenza igienica. Anzi si prevede la possibilità di stipula di convenzioni fra scuole ed Enti locali che provvedono a dare alle scuole un assegno ad personam di circa 750 euro.

Oggi però, i corsi dovrebbero essere stati ormai svolti e comunque, un Dirigente scolastico saputo all’atto dell’iscrizione ( Gennaio o Febbraio) che un alunno con disabilità necessita di assistenza igienica, deve immediatamente porre in essere le procedure con l’Uff scolastico provinciale e Regionale per l’avvio di un corso di aggiornamento al quale debba partecipare un collaboratore ed una collaboratrice scolastica ( per il rispetto del genere degli alunni).deve quindi dare incarico ai due prescelti, sulla base di un’assemblea sindacale, di svolgere tale attività al termine del corso, col corrispettivo diritto al compenso che, dopo la sequenza sindacale del 2008 è divenuto pensionabile.

Qualora i collaboratori prescelti si rifiutino di svolgere il corso o nessun collaboratore accetti l’incarico, a mio avviso, il Dirigente, che ha l’obbligo del risultato di qualità di funzionamento della scuola, deve riformulare l’ordine di servizio con diffida, pena il deferimento per sanzione disciplinare. Ove i collaboratori designati propongono ricorso al tribunale del lavoro, a mio avviso, il Tribunale, sulla base del CCNL, non potrebbe far altro che constatare la violazione del CCNL da parte loro e conseguentemente convalidare il provvedimento disciplinare

“ A ciò si aggiunga la recente sentenza della Cassazione che ha condannato al risarcimento dei danni, conseguenti alla commissione del reato di rifiuto di doveri di ufficio, due Collaboratrici scolastiche, le quali si erano rifiutate di prestare assistenza igienica ad una bimba con disabilità che, a seguito di ciò aveva riportato un’infiammazione ed escoriazioni.

I sindacati scuola siciliani ritengono che non si possa obbligare i Colllaboratori scolastici a svolgere queste attività, espressamente previste dal CCNNL, sottoscritto dai sindacati nazionali, e che in ogni caso 40 ore di aggiornamento obbligatorio sarebbero insufficienti a svolgere un tale delicato compito. Intanto, prima di sbandierare ai quattro venti che la norma legislativa, sopra citata, non è per loro vincolante, benché sottoscritta dai Sindacati nazionali (a meno di autoproclamare ll’autonomia regionale anche in campo di contrattazione collettiva ! ), dovrebbero chiedersi perché non hanno reagito alla norma che ha regalato il titolo di specializzazione per il sostegno a docenti soprannumerari che hanno svolto corsetti di riqualificazione svolgendo solo qualche decina di ore di aggiornamento. Ma poi, in tutta Italia tranne che in qualche Regione del Sud, tra lequali primeggia la Sicilia ( e dovrebbe invece vergognarsene) i locali sindacati hanno dato esecuzione al CCNL nazionale senza storie, anzi mostrando di essere dei validi collaboratori per un’inclusione scolastica di qualità.

Ma questi miei conterranei siculi non vogliono svolgere un lavoro espressamente previsto dal loro contratto, non svolgono in buona parte delle scuole il lavoro di pulizia, assegnato a cooperative, come giustificherebbero il loro comportamento di fronte alle migliaiadi loro Colleghi che invece assistono con premura e dedizione i nostri alunni con gravi disabilità?

Io mi auguro che i Sindacati nazionali intervengano su queste loro Strutture regionali e locali per far comprendere che un lavoro umile e gravoso, come quello dell’assistenza igienica, non è una forma di umiliazione o di degrado, ma di collaborazione all’inclusione scolastica, prevista e regolata dal CCNL.

Sarebbe ben grave che ad es. gli infermieri di un ospedale si rifiutassero di prestare assistenza igienica ai malati non autosufficienti, non ritenendosi obbligati a svolgere prestazioni previste espressamente dal loro CCNL. Sarebbe altrettanto grave che un docente curricolare si rifiutasse di svolgere lezione fino a quando l’alunno con disabilità non venisse portato nell’”aula di sostegno “ per svolgere con comodità e serenità la sua lezione agli altri alunni…..

Intanto la mia solidarietà al Direttore scolastico regionale della Sicilia che, da funzionario di uno Stato di diritto sta facendo semplicemente il suo dovere nel fare rispettare una legge,esempio che pure i SindacatiScuola siciliani dovrebbero seguire.-

MI auguro, per la serietà che personalmente ho sempre ammirato in molti dirigenti nazionali dei Sindacati scuola, di alcuni dei quali sono attualmente amico, vogliano intervenire per svolgere una lezione sindacale ai loro iscritti miei conterranei, che sarebbe un bel corso di aggiornamento non obbligatorio ma fondato sul vero significato dello spirito sindacale confederale, che ho personalmente vissuto wquando ero docente con disabilità .

Salvatore Nocera,

presidente del Comitato dei garanti della F I S H, federazione italiana per il superamento dell’handicap

Versione stampabile
Argomenti:
anief anief
voglioinsegnare