Assistenza alla mensa, pasto gratuito e funzioni miste personale della scuola

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Il personale Docente o Ata in servizio durante la mensa ha diritto al pasto gratuito? L’amministrazione può riconoscere ai propri dipendenti il buono pasto sostitutivo del servizio mensa, ai sensi dell’art.45, comma 1, del CCNL del 14.9.2000. Come sappiamo per il personale scolastico non è mai stato deliberato il diritto al buono pasto, come avviene per molti altri enti pubblici e privati.

Art.45 Mensa

1. Gli enti, in relazione al proprio assetto organizzativo e compatibilmente con le risorse disponibili, possono istituire mense di servizio o, in alternativa, secondo le modalità indicate nell’art. 46, attribuire al personale buoni pasto sostitutivi, previo confronto con le organizzazioni sindacali.
2. Possono usufruire della mensa i dipendenti che prestino attività lavorativa al mattino con prosecuzione nelle ore pomeridiane, con una pausa non superiore a due ore e non inferiore a trenta minuti. La medesima disciplina si applica anche nei casi di attività per prestazioni di lavoro straordinario o per recupero. Il pasto va consumato al di fuori dell’orario di servizio.
3. Sono fatti salvi gli eventuali accordi di maggior favore in atto.
4. Il dipendente è tenuto a pagare, per ogni pasto, un corrispettivo pari ad un terzo del costo unitario risultante dalla convenzione, se la mensa è gestita da terzi, o un corrispettivo parti ad un terzo dei costi dei generi alimentari e del personale, se la mensa è gestita direttamente dall’ente.
5. Il servizio di mensa è gratuito per il personale che contestualmente è tenuto ad assicurare la vigilanza e l’assistenza ai minori ed alle persone non autosufficienti e per il personale degli enti che gestiscono le mense nonché quelli per il diritto allo studio universitario che sia tenuto a consumare il pasto in orari particolari e disagiati in relazione alla erogazione dei servizi di mensa. Il tempo relativo è valido a tutti gli effetti anche per il completamento dell’orario di servizio.
6. In ogni caso è esclusa ogni forma di monetizzazione indennizzante.

ART. 21 INDIVIDUAZIONE DEL PERSONALE AVENTE DIRITTO DI MENSA GRATUITA

1. Il diritto alla fruizione del servizio di mensa gratuita riguarda il personale docente in servizio in ciascuna classe o sezione durante la refezione.
2. Laddove, per effetto dell’orario di funzionamento adottato dalle singole scuole, nella sezione risultino presenti contemporaneamente due insegnanti, entrambi hanno diritto al servizio di mensa.
3.Nella scuola elementare ne hanno diritto gli insegnanti assegnati a classi funzionanti a tempo pieno e a classi che svolgano un orario settimanale delle attività didattiche che prevede rientri pomeridiani, i quali siano tenuti ad effettuare l’assistenza educativa alla mensa nell’ambito dell’orario di insegnamento.
4.Nella scuola media ne hanno diritto i docenti in servizio nelle classi a tempo prolungato che prevedono l’organizzazione della mensa, assegnati sulla base dell’orario scolastico alle attività di interscuola e i docenti incaricati dei compiti di assistenza e vigilanza sugli alunni per ciascuna classe che attui la sperimentazione ai sensi dell’art. 278 del decreto legislativo n. 297/94.
5.Il personale ATA di servizio alla mensa usufruisce anch’esso della mensa gratuita.
6.Ulteriori, eventuali modalità attuative possono essere definite in sede di contrattazione integrativa regionale, ferme restando le competenze del MIUR per quanto concerne le modalità di erogazione dei contributi ai Comuni.

A chi spetta il pasto gratuito?

Il diritto spetta a tutti i docenti e gli ATA in servizio in ogni ordine di scuola ove è presente la refezione scolastica.+

Nelle scuole d’infanzia, scuole primarie, scuole medie a tempo prolungato, nei convitti, abbiamo un orario scolastico che comprende anche il tempo della mensa (tempo pieno, tempo prolungato, alunni nei convitti) gli alunni rimangono a pranzo dal lunedì al venerdì, nei convitti si consumano tre pasti giornalieri (colazione, pranzo e cena), di conseguenza, hanno diritto al pasto anche i docenti o gli educatori in servizio durante l’orario della mensa, spetta il pasto sia ai docenti di posto comune sia ai docenti di sostegno.

Le scuole solitamente concordano con l’ente locale (comune, provincia) il numero di pasti che è possibile offrire gratuitamente ogni giorno ai Docenti e al Personale Ata, solitamente, si forniscono agli enti locali, anche i nominativi degli aventi diritto.

Per quanto riguarda il personale Ata (collaboratori scolastici, cuochi), non è sufficiente essere in servizio all’orario della mensa, ma occorre prestare servizio in cucina o nei locali mensa.

Nella maggior parte dei casi, negli istituti comprensivi, il servizio mensa è svolto da ditte esterne che hanno vinto un appalto pubblico, e provvedono loro a tutte le necessità collegate alla mensa.

Per il personale Ata si decide di volta in volta il diritto, sulla base delle mansioni svolte nella mensa o in orario di mensa.

Attività addetti mensa degli enti locali

Rientra nelle competenze dell’ente locale tutto quello che è attinente alla refezione e ai tavoli ove si consuma il pasto, l’organizzazione del servizio mensa nelle Istituzioni Scolastiche Statali: predisposizione refettorio – pulizia dei tavoli – riordino dei tavoli dopo i pasti – lavaggio stoviglie – gestione rifiuti – somministrazione dei pasti.

Il personale dell’aggiudicatario addetto alla distribuzione deve provvedere, presso i plessi scolastici;
• ricevimento pasti, preparazione tavoli,
• distribuzione pasti,
• riordino e pulizia dei tavoli,
• lavaggio stoviglie,
• pulizia e sanificazione dei locali utilizzati,
• raccolta differenziata; b)
• operazioni di pulizia ordinaria e straordinaria pulizia e sanificazione secondo il piano di autocontrollo HACCP

Di norma il Comune mette a disposizione, nei plessi in cui è attivo il servizio di ristorazione scolastica, un locale mensa, un locale per il lavaggio delle stoviglie, un locale spogliatoio.

Spetta ai collaboratori scolastici pulizia del locale inteso come stanza, pulizia ordinaria pavimenti servizi ecc. e periodica infissi e quant’altro previsto dall’art. 47 del CCNL come avviene ad esempio qualche giorno prima dell’apertura della scuola.

A seconda dell’appalto vinto, le ditte possono offrire il servizio di distribuzione dei pasti ad alunni e docenti, assistenza e vigilanza, pulizie, oppure solo il solo servizio di consegna dei pasti.

Compiti del personale Ata utilizzato nella mensa e funzioni miste

Alcuni comuni, chiedono la collaborazione alle scuole, pagando le cosiddette funzioni miste, le modalità di svolgimento di queste attività sono definite dalla convenzione tra scuola e comune, in pratica in cambio di un compenso, si chiede l’ausilio dei collaboratori scolastici.

L’ente locale, pur restando competente e responsabile, in prima persona, può affidare alla scuola, in regime di convenzione, lo svolgimento di diverse attività che saranno svolte dal personale ATA, sulla base della retribuzione aggiuntiva stabilita con la contrattazione integrativa di scuola:
• ricevimento dei pasti preparati dalla cucina nella scuola o consegnati con il sistema del catering;
• predisposizione del refettorio e preparazione e pulizia dei tavoli per i pasti;
• scodellamento, suddivisione e distribuzione dei pasti;
• lavaggio delle stoviglie;
• gestione dei rifiuti.

Si chiede alle scuole, la comunicazione all’ente del numero e della tipologia dei pasti in base alle diete previste degli alunni presenti a mensa, chiedono aiuto per la somministrazione dei pasti e per la pulizia dei locai, individuato il personale che darà disponibilità, tali funzioni saranno retribuite a parte, anche se nella tabella A del CCNL del 29.11.2007 è indicato che il personale ATA sia “addetto ai servizi generali della scuola con compiti di vigilanza sugli alunni, compresa l’ordinaria vigilanza e l’assistenza necessaria durante il pasto nelle mense scolastiche”.

Negli istituti alberghieri o negli istituti agrari dove ci sono i convitti invece, il personale Ata fa servizio regolarmente, sia in cucina che nei refettori, ed è tenuto a svolgere mansioni di addetto mensa o aiuto cuoco, in questi casi, si ha diritto al pasto gratuito, senza ulteriori compensi, se non quelli previsti dalle contrattazioni integrative.

A livello di contrattazione integrativa d’istituto, in tutte le scuole dove esiste un servizio di refezione, si dovranno individuare i turni di lavoro e il numero di pasti gratuiti da erogare ogni giorno, sia che si tratti di Docenti che di Ata, gli enti locali più poveri tendono al risparmio, riducendo al minimo il numero degli aventi diritto alla mensa gratuita.

Nell’ipotesi contrattuale di luglio 2023, ancora una volta è stato trascurato l’aspetto del buono mensa per il personale ATA che svolge più di 6 ore giornaliere di lavoro.

La scuola rimane forse l’unico ente dove ancora bisogna litigare per avere riconosciuto il diritto al pasto gratuito, e non è previsto alcun compenso economico anche se l’orario di servizio si protrae oltre le sei ore e per almeno 7 ore e 12 minuti al giorno.

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