Assistenza agli studenti disabili, 100 milioni per le Regioni a statuto ordinario

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“Abbiamo approvato un importante riparto a favore della assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni disabili”, dichiara Donato Toma (presidente Regione Molise) che ha presieduto la Conferenza delle Regioni.

“Si tratta di importanti risorse per potenziare i servizi agli alunni con disabilità delle scuole secondarie”.

Sono 100 milioni per l’anno 2022 ripartiti tra le Regioni a statuto ordinario a cui si aggiungono ulteriori 100 milioni destinati ai Comuni per gli alunni disabili delle scuole dell’infanzia e primarie.

“Ma nell’approvare il riparto, ritenuto prioritario, abbiamo rappresentato al Governo come sia indifferibile che dal prossimo anno, naturalmente incrementando il fondo adeguatamente, siano inseriti nel riparto anche le Regioni a Statuto speciale”, conclude Toma.

Il supporto scolastico all’autonomia e alla comunicazione

Il Ministero dell’Istruzione ha distinto tre livelli di assistenza: quello didattico, riservato agli insegnanti specializzati per le attività di sostegno; quello educativo, svolto dagli assistenti per l’autonomia e la comunicazione di cui all’articolo 13, comma 3 della Legge 104/1992; infine, quello materiale e igienico, affidato ai collaboratori scolastici in forza dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL).

L’assistenza per l’autonomia consiste nell’aiutare – per tutto o parte dell’orario scolastico – alunni con difficoltà all’uso delle mani o alunni minorati della vista nel prendere appunti, consultare il vocabolario durante le traduzioni, nell’attivazione e l’uso di computer eccetera. Ma tale forma di assistenza può riguardare anche, ad esempio, alunni paraplegici, tetraplegici o afasici, che necessitano quindi di una continua assistenza per gli atti più elementari che esulano dalla didattica.

L’assistenza nella comunicazione consiste invece nel facilitare la comunicazione ad alunni con difficoltà di esprimersi. Il pensiero va subito agli alunni audiolesi che non sono stati protesizzati da piccoli – i cosiddetti sordi “segnanti” – che necessitano di un interprete della LIS (Lingua Italiana dei Segni).

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