Assistenti tecnici: la soluzione finale

di Lalla
ipsef

Assistenti Tecnici – Finalmente la “riforma” della secondaria superiore è stata varata. Pur con tutte le cautele del caso, e in attesa delle norme che regoleranno con precisione l’orologio delle scuole superiori, possiamo già rilevare  i copiosi “benefici” di cui potranno godere gli assistenti tecnici, a cui pare sia stato riservato un trattamento davvero “speciale”

Assistenti Tecnici – Finalmente la “riforma” della secondaria superiore è stata varata. Pur con tutte le cautele del caso, e in attesa delle norme che regoleranno con precisione l’orologio delle scuole superiori, possiamo già rilevare  i copiosi “benefici” di cui potranno godere gli assistenti tecnici, a cui pare sia stato riservato un trattamento davvero “speciale”

Senza timore d’essere smentiti possiamo letteralmente definirci “carne da macello”.

Tutti contenti, quindi: i fannulloni della scuola avranno il meritato compenso.

In attesa di chiarimenti, possiamo infatti ad oggi tirare qualche conclusione sulla base dei criteri e degli indirizzi indicati dal Ministero. Nonostante il taglio complessivo del 30% dell’organico, gli ITP vengono introdotti in tutti i nuovi istituti tecnici. A spese, purtroppo, degli assistenti di laboratorio, per i quali dobbiamo quindi registrare il conseguente avvio del processo, che da un anno si è lentamente messo in movimento, di eliminazione sistematica.

In base infatti alle norme previgenti, per i tecnici che si trovano in compresenza di ITP e docente teorico all’interno del laboratorio, non rimane che la valigia e la benedizione prima della partenza.

Facciamo un esempio: nei nuovi istituti tecnici, è stata introdotta la figura di ITP per i laboratori di chimica e fisica. Questo non aggiunge molto forse, in termini di mobilità, per gli insegnanti tecnico pratici, ma riserverà ai tecnici l’amara sorpresa della perdita certa del posto. Se, infatti, per ognuna di queste materie saranno previste circa 198 ore annue di laboratorio, di cui 66 in compresenza con ITP, per gli assistenti tecnici, per i quali la compresenza con gli insegnanti tecnico pratici non è più prevista, rimane un residuo di 132 ore annue, equivalenti a meno di tre ore settimanali, ben distanti dalle 24 minime richieste per conservare il posto. Soprattutto se non si dispone di una vasta collezione di diplomi di maturità, che consente di spostarsi su più aree e su più istituti.

In questo contesto inseriamo anche  la ventilata revisione  dell’orario  degli  assistenti  tecnici,  ai  fini  di  una  sua maggiore  flessibilità  in relazione alla specifiche esigenze delle scuole, con particolare riferimento alla funzionalità dei laboratori prevista dal piano programmatico.

L’intenzione è chiara ed evidente: da una parte si razionalizza il servizio degli ITP, che dovranno fare i conti con un sistema che non garantisce più le 18 ore su un solo laboratorio, dall’altro lo sterminio sistematico dei tecnici, i quali perderanno la titolarietà, soprattutto per i molti che possiedono una sola area di appartenenza.

La soluzione dell’area tecnica comune, con una mobilità trasversale a livello provinciale dei tecnici, come formulata nel disegno di legge dell’on. Napoli, pare non fosse abbastanza razionale. Meglio tagliare, e lasciare ampi spazi scoperti.

E’ evidente che per gli ITP si profila lo spettro della “manutenzione e conduzione dei laboratori”, e a loro auguriamo di riuscire, finalmente, a comprendere il profondo significato di questo passaggio, che nel nostro mansionario permane da molto, toppo tempo, senza che si sia mai riuscito a darne un’esatta definizione. Per i tecnici, destinati all’estinzione da questa sequenza di norme devastanti, non rimane che augurare a chi rimarrà  di non doversi mai far carico della “manutenzione e conduzione di autoveicoli”.

Con rammarico registriamo l’ennesima discriminazione nei confronti dei tecnici. Non dimentichiamo neppure l’esclusione, di fatto, dall’area C e ovviamente dall’area D, isola di appordo per i soli amministrativi, che dispongono per altro del conforto, a moltissimi tecnici negato, della possibilità di mobilitarsi presso altre istituzioni scolastiche, anche di ordine inferiore e per i quali il Ministero si è dichiarato disponibile a mantenere la dotazione organica attuale.

Lo schema di programmatico infatti prevede che la riduzione di organico prevista per il personale ATA richiederà
la   revisione   delle   tabelle   che   attualmente   determinano   l’organico   dei   vari   profili professionali,  salvaguardando,    prioritariamente,    il    contingente    degli    assistenti  amministrativi.

Se dunquei tagli all’organico ATA saranno del 17%, chi subirà la sorte peggiore?

Rimane ancora nel nostro statino paga la qualifica “assisstenti amministrativi”… oltre il danno la beffa.

Attendiamo di conoscere come e quando si avvieranno le fantomatiche  iniziative  di  qualificazione  professionale, unitamente alla costituzione dell’organico di area C utile a  dare concretezze a quelle figure di coordinamento comepreviste dal piano programmatico. Area C che, intanto, è stata momentaneamente (così dicono) sospesa. Un futuro davvero luminoso!

Se dunque il destino dei tecnici è segnato, sarebbe opportuno darne, nei giusti termini di tempo, la certezza a chi, potendo, potrebbe almeno trasferirsi presso la corte dei DSGA, negli uffici amministrativi dove pare risieda tutto il buono e il giusto della scuola. Ma i tempi stringono, e forse è bene lasciar sperare, così che ogni decisione possa giungere tardiva.

Per chi rimane non v’è altra scelta che prestare il fianco ad ogni possibile  richiesta,  stringendo con i denti una manciata di ore e nello stomaco la consapevolezza di essere costantemente in bilico, ed oggetto di un tiro a segno che mira immancabilmente dove c’è chi strilla meno, e lavora in silenzio. E che è forse numericamente troppo debole, e decisamente troppo, troppo poco rappresentato dalle sigle sindacali di ogni epoca e di ogni colore.

Ecco dunque  la soluzione finale. Fuori i tecnici dalla scuola. Per coloro che già emettono squittii di giubilo, e che non hanno mancato di manifestarsi anche in questi spazi, non rimane che attendere, per sentire la nostra mancanza. Ne siamo assolutamente certi. Nel frattempo si confortino della professionalità (che, lo dicamo seriamente, non si discute) di chi, per norma, non prende ordini da nessuno, e non è soggetto a mansionari e organigrammi di sorta.

Il futuro è dunque in mano ai docenti tecnico pratici e alle ditte esterne chiamate a gestire le tecnologie e i laboratori a cui, nella riforma nuova fiammante, pare si sia decisamente dato impulso.

Un abbraccio a tutti

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