Assistenti disabili, in provincia di Foggia dichiarato stato di agitazione

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comunicato CGIL Foggia – In queste ore la regione Puglia sta lavorando al fine di dotarsi di uno strumento unico che riguardi tutto il territorio regionale circa gli assistenti specialistici a persone con disabilità sensoriali e psicofisiche.

Ci troviamo in presenza di un sistema estremamente diversificato e frammentato a seconda che riguardi scuola primaria, scuola media o scuola secondaria, con servizi estremamente disomogenei e con condizioni contrattuali degli operatori che generano confusione e incertezza, sia all’interno dello stesso territorio provinciale ma anche fra le diverse province.

Quello che avviene in Provincia di Foggia è emblematico e ci spinge a chiedere alle Regione Puglia ed alla Provincia di Foggia l’adozione di sistemi certi e trasparenti che siano a garanzia dei fruitori di detti servizi fondamentali, e parliamo di soggetti socialmente svantaggiati, sia degli operatori, rispetto ai quali riscontriamo che lavora nelle scuole elementari (circa 140 operatori e solo sui comuni dei 5 reali siti) sono assunti dal sistema cooperativo e percepiscono circa 7 euro lordi/ora, mentre nelle scuole medie e superiori (altri 150 operatori circa) il servizio è gestito dalla Provincia e su 36 plessi scolastici secondari solo 8 in tutta la Capitanata utilizzano questa forma di sostegno ed assistenza, per circa 247 ragazzi svantaggiati, percependo una retribuzione lorda di 14 euro/ora. Con contratti che vanno dalle collaborazioni alle partite iva ai tempi determinati.

Queste incongruenze ci spingono a proclamare lo stato di agitazione del personale addetto ed a chiedere un intervento urgente e risolutivo: non si può tollerare che si faccia business sulle condizioni di disagio di cittadini svantaggiati.

Come sindacato confederale chiediamo che il servizio sia unico, sia a garanzia dei ragazzi portatori di handicap, che riguardi tutti e 36 i plessi scolastici ove vi sono persone svantaggiate e che sia in capo alla Provincia di Foggia, che si deve fare garante di un sistema trasparente che riguardi la selezione degli operatori, garantendo chi ha svolto – anche da oltre 20 anni – svolto egregiamente e fra mille difficoltà questa funzione importantissima e che ha stabilito con i ragazzi assistiti anche un legame di fiducia.

Chiediamo che sia regolata la funzione del personale addetto, spesso usato da parte dei Dirigenti scolastici impropriamente anche in sostituzione del corpo insegnante; che sia stabilito in modo chiaro ed unico la tipologia di contratto di lavoro; che sia data piena trasparenza ad un servizio che non può essere lasciato alla gestione individuale: necessitano regole certe ed uniche a garanzia di chi se non ci fosse questo tipo di servizio vivrebbe una ghettizzazione sociale.

Siamo fiduciosi che la Regione Puglia si orienterà verso la gestione pubblica del servizio e che con la Provincia si riuscirà a definire tali regole, perché non è pensabile che a parità di mansioni possano esistere lavoratori di serie A e lavoratori di serie B o peggio che  sia questa funzione demandata al singolo arbitrio.

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