Assistenti amministrativi precari: invito alla manifestazione

di Lalla
ipsef

Giuseppe Verdina – Assistenti amministrativi precari delle scuole di tutta Italia, dopo la proficua e numerosa partecipazione di molti di noi nel mettere in risalto le varie realtà locali che riguardano l’annosa questione inerente la nostra categoria (e non solo), è arrivato il momento di concretizzare le idee, le capacità, l’impegno che ognuno di noi ha messo nel cercare di dare il giusto peso ed il giusto risalto a quanto sta accadendo.

Giuseppe Verdina – Assistenti amministrativi precari delle scuole di tutta Italia, dopo la proficua e numerosa partecipazione di molti di noi nel mettere in risalto le varie realtà locali che riguardano l’annosa questione inerente la nostra categoria (e non solo), è arrivato il momento di concretizzare le idee, le capacità, l’impegno che ognuno di noi ha messo nel cercare di dare il giusto peso ed il giusto risalto a quanto sta accadendo.

E’ con la stessa dedizione e la stessa determinazione con cui da molti anni abbiamo svolto questo lavoro, che è giunta l’ora di organizzare, con la nostra reale presenza e e soprattutto assidua partecipazione, con i sacrifici che per qualcuno di noi ciò può comportare, una grande , regolare e massiccia manifestazione che ci veda impegnati in prima persona e uniti tutti assieme e nello stesso giorno e nello stesso luogo.

Ed è attraverso questo strumento sancito dalla Ns. attuale legislazione che possiamo e dobbiamo finalmente mettere fine a quello che è stato il più lungo periodo di incertezze della Ns. vita e di quanti ne fanno parte. E’ inutile e superfluo ricordare che solo con la realizzazione di quanto finora abbiamo prospettato è possibile dare la giusta ed unica soluzione a questo grosso e comune problema.

Nel concludere questa lettera voglio solo sottolineare che noi siamo le basi e soprattutto l’origine di quel mondo politico e sindacale che con le loro inadeguate,inappropriate e superficiali decisioni ci pongono, oggi, in una
situazione di totale instabilità ed incertezza. Al mondo della scuola e di quanti ne fanno parte è giusto ricordare che quanto sta accadendo a questo settore dell’Istruzione non è altro che l’inizio (o la fine, a seconda dell’opinione che ognuno di noi può leggittamente avere), di un percorso che porta verso il declino del mondo della conoscenza, ed e per questo che si chiede l’impegno per un fronte comune e compatto per la difesa di questa realtà che è parte integrante ed indispensabile della Ns. società.

Il mio indirizzo [email protected]

Maria Di Gregorio – Un grido di disperazione degli assistenti amministrativi precari

Dal Nord a Sud, lo stesso grido di disperazione che accomuna noi amministrativi precari di tutte le provincie d’Italia. In questi ultimi giorni abbiamo visto sconvolta la nostra vita, ma non soltanto la nostra, anche quella
delle nostre famiglie, dei nostri figli, progetti e speranze che lasciano posto alla disperazione allo stato puro.

Sono un’amministrativa precaria della provincia di Trapani, che per 11 anni ha sacrificato la propria vita per la scuola, così come molti miei colleghi, che ha acquisito esperienza, professionalità e titoli, studiando la notte e
lavorando e accudendo i miei figli di giorno.

Sacrifici che con le parole non si possono descrivere e che chi è al potere non si sogna neanche lontanamente di immaginare.

Tanta forza di volontà e tanti sacrifici per cercare di tirare avanti e garantire ai nostri figli il minimo indispensabile. E adesso un accanimento di chi ci governa, verso noi che abbiamo portato avanti la scuola Italiana, gli amministrativi precari.

36000 passaggi di ruolo Ata, numeri ma non fatti per gli assistenti amministrativi precari che dal 1 settembre saranno disoccupati.

La provincia di Trapani è stata penalizzata rispetto alle altre provincie, su 12 posti disponibili per il ruolo, zero passaggi di ruolo, tutte e 12 posti accantonati per i docenti inabili e noi amministrativi precari da 11 anni,
professionalmente preparati, non solo non passeremo di ruolo, non lavoreremo addirittura, cosa molto sconcertante visto che per lo piu’ si tratta di famiglie monoreddito.

La linea politica attuata, da chi ci governa, sta portando all’esasperazione totale del suo popolo, ferito nella propria dignità di essere umano, di lavoratore e di padre di famiglia .
Se non c’è lavoro per il popolo non c’è Stato, questo dovrebbe far riflettere chi ci governa….

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