Gli assessori all’istruzione di Padova e Roma su come migliorare l’edilizia scolastica

WhatsApp
Telegram

GB – Due interventi a commento dell’ultimo provvedimento sull’ edilizia scolastica arrivano dall’assessore all’istruzione del comune di Padova, Claudio Piron, e dall’assessore Alessandra Cattoi alla Scuola del Comune di Roma.

GB – Due interventi a commento dell’ultimo provvedimento sull’ edilizia scolastica arrivano dall’assessore all’istruzione del comune di Padova, Claudio Piron, e dall’assessore Alessandra Cattoi alla Scuola del Comune di Roma.

Claudio Piron, assessore al comune di Padova apprezza l’impegno del governo ad investire sulla scuola:“Devo ammettere che l’ultimo provvedimento del governo è positivo, perché si inizia, finalmente, a intravedere un’attenzione propositiva e non meramente ragionieristica su tutto il mondo della scuola e perché accoglie, in parte, le sollecitazioni che in questi anni il comparto dei comuni ha portato all’attenzione delle istituzioni facendosi portavoce delle esigenze e dei malcontenti delle famiglie. Certo, però, ci sono una serie di questioni che rimangono aperte”.

Chiarisce, comunque, che bisogna mantenere alto il livello del confronto affinché in Parlamento “si apra un dibattito per risolvere il problema della dispersione e dell’edilizia scolastica e perché si lavori per realizzare un grande patto tra scuole e agenzie extrascolastiche (centri sportivi, gruppi di volontariato, ecc) per contrastare il fenomeno del vuoto del tempo libero che in alcuni casi può portare i ragazzi a vivere situazioni di disagio”.

“Temi importanti – sottolinea Piron – che richiedono risorse adeguate e la precisa volontà da parte del parlamento e dei consigli regionali.

“La scuola, se adeguatamente valorizzata, è un settore che in questo momento di grande fatica e crisi, funzionerebbe come “bombola di ossigeno per l’economia” visto che, a prescindere dalle opere di manutenzione ordinaria e straordinaria, impiega una nutrita filiera di professionisti, artigiani, imprese di ogni settore. Detto questo sono necessari investimenti e soprattutto regole certe”.

Quindi, “sempre nel rispetto degli impegni assunti con l’Europa, i governi devono trovare il modo di liberare da questi vincoli l’edilizia scolastica e gli interventi per la sicurezza, altrimenti non si può agire”.

“Ci vuole – ribadisce Piron – un piano per l’infanzia e l’adolescenza per combattere il fenomeno della dispersione e per contrastare la fuga di cervelli e quindi di potenziali risorse per lo sviluppo del paese”. Nell’ambito dell’edilizia scolastica, “bisogna ragionare senza soffermarsi su qualche fondo per ristrutturare ma capire quale scenario disegnano le linee guida recentemente proposte e che tratteggiano una scuola 2.0. Bisogna, insomma, avere il coraggio di pensare a poli scolastici sul modello dei campus esteri dove i ragazzi sono realmente ‘interconnessi’”. Vendere le vecchie scuole e ricostruire scuole con laboratori e attrezzature secondo le più aggiornate tecnologie, può essere l’occasione per ridisegnare pezzi di città e riqualificare le politiche scolastiche insieme alle aree urbane. La scuola, insomma, come motore di cambiamento e di innovazione urbana e sociale, pensando ai nuovi poli scolastici come punti di rifermento dei quartieri, centri per la formazione, l’incontro, il tempo libero, lo scambio tra generazioni.

“Questi – conclude Piron – sono gli asset sui quali dobbiamo discutere per la scuola di domani ed il futuro del paese”.

L’assessore Cattai parla di ciò che è stato finora fatto per le scuole e cosa ancora si dovrà fare da parte del Comune di Roma.

“Se concordiamo sul principio che la scuola pubblica rappresenti uno strumento fondamentale di uguaglianza e di parità tra cittadini, un bene su cui investire proprio per non lasciare indietro nessuno, allora dobbiamo essere conseguenti”.

“Per quanto riguarda la situazione della città di Roma – afferma – dobbiamo assicurare a tutti strutture adeguate, non solo nel centro della città ma anche in periferia. Le scuole romane necessitano di interventi molto diversificati: ci sono istituti storici che sono ancora in ottime condizioni ma non funzionali, perché non hanno palestre, laboratori o giardini; mentre ci sono prefabbricati costruiti negli anni Sessanta e Settanta molto deteriorati che necessitano di interventi significativi dal punto di vista strutturale”.

“Dall’insediamento della nuova Giunta alla fine di giugno 2013 – continua – abbiamo cominciato ad affrontare gli interventi più urgenti riguardanti in particolare 32 istituti per garantire la regolare apertura dell’anno scolastico”.

“Per evitare che in futuro la mancanza di manutenzione ordinaria si trasformi in necessità di lavori straordinari, con un aggravio di costi poco sostenibile dalle amministrazioni pubbliche in questa fase di crisi economica – sottolinea l’assessora Cattoi – abbiamo intenzione dall’anno prossimo e per gli anni successivi di avviare un piano di interventi sistematici e in quest’ottica, abbiamo accolto con grande favore i recenti stanziamenti del governo e della Regione per l’edilizia scolastica”.

“Una boccata d’ossigeno di vitale importanza” sostiene l’assessora all’istruzione “in un momento di difficoltà per garantire la manutenzione e la sicurezza delle scuole. Il nostro intento è anche quello di provvedere agli arredi, spesso carenti o deteriorati, per rendere ambienti dedicati alla formazione delle nuove generazioni più confortevoli e sicuri”.

Infine, ritornando alla premessa, l’assessore Cattoi evidenzia che il Comune di Roma “utilizzerà tutti gli strumenti affinché non ci siano tagli o riduzioni al bilancio a favore degli istituti scolastici pubblici con l’impegno di trovare maggiori risorse per incrementare e dare omogeneità alle dotazioni tecnologiche all’interno degli istituti”.

Un proposito che si traduce in “più computer, connessioni internet adeguate, sviluppo della rete wifi e maggiore ricorso agli e-book in tutte le scuole per estendere quelle che sono solo esperienze sperimentali”.

“Un impegno – conclude – che deve essere determinato e prolungato nel tempo se vogliamo che la capitale d’Italia sia al passo con le grandi capitali europee”.

WhatsApp
Telegram

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur