Assemblea nazionale del mondo della scuola il 12 aprile a Roma

di redazione
ipsef

Lavoratori Autoconvocati della Scuola – Al violento attacco alla Scuola Pubblica al quale stiamo assistendo in queste settimane non possiamo rimanere indifferenti. Urge invece una reazione altrettanto radicale e decisa, una reazione forte, immediata, strutturata, perché non possiamo permettere questa devastazione di quello che noi, insegnanti,di ruolo e precari, impiegati, collaboratori, studenti e genitori realizziamo con impegno, fatica e passione tutti i giorni.

Lavoratori Autoconvocati della Scuola – Al violento attacco alla Scuola Pubblica al quale stiamo assistendo in queste settimane non possiamo rimanere indifferenti. Urge invece una reazione altrettanto radicale e decisa, una reazione forte, immediata, strutturata, perché non possiamo permettere questa devastazione di quello che noi, insegnanti,di ruolo e precari, impiegati, collaboratori, studenti e genitori realizziamo con impegno, fatica e passione tutti i giorni.

La Scuola Pubblica così come la conosciamo, un diritto costituzionale, per tutti e di tutti, luogo libero ove fare cultura, laica, democratica, inclusiva, gratuita, senza accentramento di poteri, legata a doppio filo al concetto di stato di diritto, vettore di principi di onestà, rispetto e avulsa da logiche di competizione e di sfrenata meritocrazia, questa nostra scuola da domani non esisterà più, se il DDL promosso dal governo Renzi sarà approvato.

Non esiste emendabilità alla controriforma della "Buona Scuola", nulla in quel testo può essere avallato in cambio dell'accettazione del resto, nessuna stabilizzazione di precari e nessun bonus ai docenti vale l'accettazione di regole al ribasso, cancellazione di diritti e applicazione di principi neoliberisti come la flessibilità, il Jobs Act, il dirigente sceriffo, rischio clientelismi, entrata del privato e aziendalizzazione della scuola. Lo specchietto per le allodole della stabilizzazione dei precari sta finalmente mostrando il suo lato vuoto e diabolico: assumere solo chi si è costretti (iscritti Gae), rimandare la palla oltre il muro per altri (idonei concorso e docenti con più di 36 mesi di servizio), gettare tutto in mare per i restanti (abilitati, Tfa, Pas, III fascia), lasciando loro le briciole e un concorso in cui scannarsi ancora, forse definitivamente.

Ogni attore della Scuola ha di fronte a sé validissimi motivi per rifiutare la pseudoriforma renziana, dal precario ricattato e illuso se non cacciato, dall'insegnante di ruolo che perderà radicalmente libertà, certezze e stabilità, anche economica, al collaboratore ignorato dalla riforma, allo studente definitivamente immerso nella mentalità Invalsi, nelle logiche aziendali e che saluterà la continuità scolastica dei suoi insegnanti, al genitore che vedrà la scuola divenire sempre di più un servizio per clienti, non più diritto per cittadini.

A questo attacco inaccettabile noi proponiamo un percorso diverso, nel rispetto della Costituzione, una diversa proposta di legge (la LIP, Per una Buona Scuola per la Repubblica), l'applicazione di regole propedeutiche
alla idonea applicazione della Lip, nonché alla stabilizzazione completa dei precari (ritiro tagli Gelmini, diminuzione alunni per classe, ritiro controriforma Fornero sulle pensioni), un differente percorso per la stabilizzazione presente e futura dei precari, tutti gli attuali e a scorrimento nel prossimo futuro.

Per tutte queste ragioni, convochiamo una

ASSEMBLEA NAZIONALE DI TUTTO IL MONDO DELLA SCUOLA

domenica 12 aprile 2015 a Roma (luogo da definire)

con il seguente programma

Dalle 10 alle 13: Rifiutiamo la Cattiva Scuola di Renzi, meglio la Lip!

Dalle 14 alle 18: Pomeriggio Precario (dignità e lavoro per tutti)

Un'assemblea che sia l'inizio di una grande mobilitazione dal basso, un percorso di lotta unitario, al di là delle varie appartenenze sindacali, che inizi appunto con l'indizione dell'assemblea nazionale di tutti i lavoratori della scuola contro la pseudoriforma governativa, con particolare declinazione sul mondo precario, al quale dedicheremo l'intero pomeriggio del 12, che passi attraverso la partecipazione alle varie ulteriori manifestazioni contro la "Buona Scuola" e che confluisca nella richiesta forte di indizione di un grande sciopero generale e unitario della scuola, da considerare come adeguata risposta forte e unitaria al progetto renziano.

La piattaforma su cui l'assemblea lavorerà, che include e assorbe in toto quella stabilita all'unanimità dal popolo precario in presidio il 17 marzo scorso.

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