Argomenti Consulenza fiscale

Tutti gli argomenti

Assegno unico per i figli, una misura che non a tutti conviene

Stampa

Assegno unico ed universale per i figli: una misura molto attesa, ma sarà conveniente per tutti?

L’assegno unico per i figli, una misura contenuta nel Family Act  sostegno delle famiglie e della genitorialità, è molto attesa dalle mamme e dai papà di tutta Italia anche perchè la stesse estenderà il diritto dell’assegno per i figli dal settimo mese di gravidanza e fino al compimento dei 21 anni dei figli a carico.

Non solo: mentre gli assegni al nucleo familiare erano destinati solo ai lavoratori dipendenti e ai pensionati, l’assegno unico ed universale potrà essere goduto anche da disoccupati, professionisti ed autonomi oltre che da dipendenti e pensionati.

Un assegno unico, abbiamo detto, ed universale. Universale perché riguarderà tutte le famiglie con figli a carico e perché, in parte, sarà erogato anche a chi supererà la soglia ISEE prevista.

La misura, infatti, prevede una quota fissa ed una variabile, la fissa destinata a tutte le famiglie con figli, la variabile erogata in base al reddito derivante dall’ISEE. Ma sarà anche unico, e questo, come già annunciato, significa che resterà l’unica misura a sostegno della famiglia: via detrazioni per i figli a carico, via assegni al nucleo familiare, ma via anche ipotetici bonus bebè, bonus mamma domani e carta acquisti.

Non si sa ancora quale sarà l’importo dell’assegno unico ma si è parlato di una cifra variabile tra i 200 ed i 250 euro (che probabilmente sarà quanto erogato alle famiglie con ISEE basso per ogni figlio a carico). E proprio qui bisogna farsi due conti: se l’importo fosse di 200 euro una famiglia che oggi percepisce assegno al nucleo familiare e detrazioni per figlio a carico andrebbe a perdere, anche se sul piatto della bilancia è da mettere il fatto che molte famiglie che oggi non riescono a percepire nè ANF nè detrazioni potrebbero avere un’entrata in più grazie alla nuova misura.

Per chi percepisce assegno al nucleo familiare pieno, infatti, l’importo mensile spettante è di 137 euro. A cui aggiungere le detrazioni per i figli a carico (sia che si percepiscano mensilmente in busta paga, sia che si percepiscano a conguaglio nel 730) che  è pari a 950 euro euro l’anno per ogni figlio (e sale a 1220 euro l’anno per i figli con meno di 3 anni).

Attualmente, quindi, una famiglia con figli a carico con età superiore a 3 anni percepisce mensilmente, tra assegno al nucleo familiare e detrazioni figli a carico (circa 80 euro mensile) 217 euro. Una famiglia che ha un figlio di età inferiore a 3 anni, invece, ha un importo spettante di 238 euro mensili.

Ovviamente se l’importo dell’assegno unico fosse di 250 euro tutti ci andrebbero a guadagnare (a patto che la soglia ISEE proposta per percepirlo sia abbastanza alta da permettere che possa ricevere la cifra variabile anche la famiglia del ceto medio), ma se l’importo fosse di soli 200 euro  già molte famiglie sarebbero in perdita (ed il tutto, ovviamente, dipende anche dall’ISEE fissato per la quota variabile).

Si tratta di una valutazione, chiaramente, fatta sulle basi delle ipotesi fino ad ora trapelate e per capire se veramente l’assegno unico per i figli sarà un valore aggiunto per i nuclei familiari è necessario attendere notizie certe sull’importo e sulla soglia ISEE limite per la quota variabile.

 

Stampa
Consulenza fiscale

Invia il tuo quesito a [email protected]
I nostri esperti risponderanno alle domande in base alla loro rilevanza e all'originalità del quesito rispetto alle risposte già inserite in archivio.

Preparazione concorsi e TFA Sostegno con CFIScuola!