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Assegno unico figli ed i casi in cui si rischia di rimetterci rispetto agli ANF

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L’assegno unico potrebbe, in alcuni casi, essere meno conveniente dell’assegno al nucleo familiare. Vediamo perchè.

Con l’arrivo dell’assegno unico cambia anche la modalità di calcolo dell’assegno mensile spettante per i figli a carico soprattutto in relazione alla composizione del nucleo familiare di riferimento. Rispondiamo, al riguardo, ad un nostro lettore che ci scrive:

Buongiorno,

da prima mi scuso per il disturbo ma sto cercando di avere informazioni corrette e capire a chi potermi rivolgere cosa che nella normalità e con i canali accessibili da un normale cittadino vedo essere difficile.

Da mesi mi sto interessando con anticipo su come accedere al nuovo assegno unico, la questione più assurda è che sto avendo difficoltà nel capire come farmi produrre una certificazione ISEE.

Il mio caso è di tantissimi altri padri divorziati, con 2 figlie per cui ho affidamento congiunto,oggi già percepisco gli assegni familiari quindi volevo capire se potessi usufruire dell’assegno unico. Sto trovando difficoltà con i CAF che mi dicono dover fare io la certificazione con la mia attuale compagna con cui “solamente” convivo, cosa che cumulando le due posizioni mi metterebbe in condizione di avere sicuramente meno rispetto agli attuali assegni familiari.
L’INPS mi dice che, invece, posso farlo da solo, ma i CAF non ne vogliono sentire; così facendo rischierò di non avere più nè gli assegni familiari nè il nuovo assegno unico con una perdita economica a me utile. Non so a chi rivolgermi e come fare.

Assegno unico e importo

Come dicevamo da gennaio, quando entrerà per tutti in vigore l’assegno unico per i figli a carico, cambia la metodologia con cui si calcola l’importo dell’assegno spettante per la prole.

Se fino ad ora i lavoratori dipendenti che fruiscono dell’assegno al nucleo familiare devono comunicare solo il reddito del nucleo familiare ai fini ANF (che è abbastanza ristretto e comprende al massimo i genitori ed i figli a carico minorenni e solo in qualche caso quelli maggiorenni) con l’assegno unico le cose si complicano perchè in questo caso per l’importo le cose si complicano visto che è richiesto l’ISEE.

E l’ISEE, come sappiamo, comprende tutto il nucleo familiare convivente, anche eventuali nonni che percepiscono la pensione o figli maggiorenni che lavorano (che nel calcolo dell’ANF, invece, non rientravano). E nel suo caso la sua compagna, con la quale “convive” solamente, è legata a lei da un rapporto affettivo e proprio per questo rientra nel suo ISEE. Ed hanno ragione i CAF, non possono escluderla perchè l’ISEE è una dichiarazione universale che non serve soltanto per l’assegno unico per i figli ma che può essere utilizzata anche per molte altre agevolazioni economica (una per tutte, il reddito di cittadinanza, ad esempio).

Da considerare, però, che l’importo dell’assegno unico è sensibilmente più alto rispetto all’importo massimo spettante per un figlio con l’assegno al nucleo familiare (si pensi che per un figlio soltanto un nucleo con reddito fino a 14mila euro percepisce il massimo erogabile di circa 130 euro mensili mentre l’importo erogato massimo dell’assegno unico è ben più alto) e questo, in parte, va a controbilanciare le eventuali perdite del nucleo familiare allargato.

In ogni caso queste sono misure che vengono commisurate al reddito del nucleo familiare e l’assegno unico viene erogato per redditi ISEE fino a  50mila euro (e diciamoci anche la verità: per chi ha un ISEE di 50mila euro gli eventuali spiccioli erogati con l’assegno unico sono indifferenti) a sostegno della genitorialità.

Sicuramente l’assegno unico in alcuni casi di cumulo di redditi con altre persone conviventi è meno conveniente ma resta pur sempre una misura che va ad aiutare le famiglie con figli più bisognose e di fatto, se un nucleo familiare ha un doppio o triplo reddito è anche giusto che percepisca importi minori rispetto al nucleo familiare monoreddito o privo di reddito.

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