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Assegno unico e universale per i figli a carico: criteri, requisiti, limiti e determinazione quantum del beneficio

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Con Legge n. 46 del 2021, il Parlamento ha conferito delega al Governo col precipuo fine di riordinare, potenziare e semplificare le misure a sostegno dei figli a carico. È stato, quindi, introdotto, con D.Lgs. 21 dicembre 2021, n. 230, l’Assegno unico e universale (AUU).
Vediamone gli aspetti salienti, cercando di sintetizzare le novità più importanti.

A chi è rivolto?

L’Assegno unico e universale spetta ai nuclei familiari al ricorrere di queste condizioni:

  • per ogni figlio minorenne a carico eper i nuovi nati, decorre dal settimo mese di gravidanza;
  • per ciascun figlio maggiorenne a carico, fino al compimento dei 21 anni che:
    • frequenti un corso di formazione scolastica o professionale, ovvero un corso di laurea;
    • svolga un tirocinio ovvero un’attività lavorativa e possieda un reddito complessivo inferiore a 8mila euro annui;
    • sia registrato come disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego;
    • svolga il servizio civile universale;
  • per ogni figlio con disabilità a carico, senza limiti di età.

Chiaramente, si considerano figli a carico solo quelli facenti parte del nucleo familiare indicato ai fini ISEE.

Come viene determinato l’assegno?

L’importo dell’Assegno è definito in riferimento alla condizione economica del nucleo familiare, risultante dall’ISEE; dunque, alle famiglie che al momento della presentazione dell’istanza siano in possesso di ISEE in corso di validità, l’assegno è corrisposto con importi parametrati alla corrispondente fascia ISEE.

Gli importi de quo e le maggiorazioni saranno riconosciuti, retroattivamente con tutti gli arretrati, anche a quelle famiglie che non siano in possesso di ISEE valido nella fase di inoltro della domanda, ma per le quali l’ ISEE sia successivamente attestato entro il 30 giugno.

L’Assegno unico per i figli a carico può essere richiesto anche in assenza di ISEE ovvero con ISEE superiore ad euro 40mila. In tal caso, saranno corrisposti gli importi minimi dell’Assegno previsti dalla normativa.

Quanto percepirò?

L’art. 4 del D.Lgs. n. 230, nonché, le tabelle allegate al medesimo, prevedono:

  1. Per ciascun figlio minorenne è previsto un importo pari a 175 euro mensili. Tale importo spetta in misura piena per un ISEE pari o inferiore a 15.000 euro. Per livelli di ISEE superiori, esso si riduce gradualmente fino a raggiungere un valore pari a 50 euro in corrispondenza di un ISEE pari a 40.000 euro.
  2. Per ciascun figlio maggiorenne, fino al compimento dei 21 anni, è previsto un importo pari a 85 euro mensili se l’ISEE è pari o inferiore a 15.000 euro. Per livelli di ISEE superiori, esso si riduce gradualmente fino a raggiungere un valore pari a 25 euro in corrispondenza di un ISEE pari a 40.000 euro.
  3. Per ciascun figlio successivo al secondo è prevista una maggiorazione dell’importo pari a 85 euro mensili. Tale importo spetta in misura piena per un ISEE pari o inferiore a 15.000 euro. Per livelli di ISEE superiori, esso si riduce gradualmente fino a raggiungere un valore pari a 15 euro in corrispondenza di un ISEE pari a 40.000 euro.

In tutti questi casi, per livelli di ISEE superiori a 40.000 euro l’importo minimo rimane costante.

Importo dell’Assegno per figli con disabilità

L’art. 4 continua, prevedendo:

  1. Per ciascun figlio con disabilità minorenne è prevista una maggiorazione degli importi ut supra individuati pari a 105 euro mensili in caso di non autosufficienza, a 95 euro mensili in caso di disabilità grave e a 85 euro mensili in caso di disabilità media.
  2. Per ciascun figlio con disabilità maggiorenne, fino al compimento dei 21 anni, è prevista una maggiorazione pari a 80 euro mensili.
  3. Per ciascun figlio con disabilità a carico di età pari o superiore a 21 anni è previsto un assegno dell’importo pari a 85 euro mensili. Tale importo spetta in misura piena per un ISEE pari o inferiore a 15.000 euro. Per livelli di ISEE superiori, esso si riduce gradualmente fino a raggiungere un valore pari a 25 euro in corrispondenza di un ISEE pari a 40.000 euro, oltre i quali l’importo rimane costante.

Determinazione dell’AUU se manca l’ISEE

Nel caso di assenza di ISEE al momento della presentazione dell’istanza, l’Assegno sarà determinato sulla base dei dati autodichiarati in domanda ai sensi dell’art. 46 del D.PR. n. 445/2000. Con le seguenti specificazioni:

  • Se l’ISEE è stato presentato entro il 30 giugno, la prestazione verrà conguagliata, spettando anche gli arretrati dal mese di marzo;
  • Per ISEE presentato dal 1 luglio, la prestazione è calcolata sulla base del valore dell’indicatore al momento della presentazione dell’ISEE;
  • In caso di totale assenza di ISEE o di ISEE superiore a 40.000 euro, la prestazione viene calcolata con gli importi minimi, ossia 50 euro per i figli minori, 25 euro per i figli maggiorenni.

Abrogazioni e modificazioni

L’art. 10 del provvedimento in esame specifica che, con l’entrata in vigore dell’AUU, a decorrere dal mese di gennaio 2022 sono abrogate le seguenti misure di sostegno alla natalità, assorbite dall’Assegno medesimo:

  • il premio alla nascita o all’adozione (cioè il comma 353 dell’articolo 1, Legge 11 dicembre 2016, n. 232);
  • le disposizioni normative inerenti il Fondo di sostegno alla natalità (commi 348 e 349 dell’articolo 1, della legge 11 dicembre 2016, n. 232).

Dal 1° marzo, altresì:

  • sarà abrogato l’assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori (sarà percepito solo per i mesi di gennaio e febbraio);
  • limitatamente ai nuclei familiari con figli e orfanili, cesseranno di essere riconosciute le prestazioni di cui all’art. 2 del D.L. 13 marzo 1988, n. 69;
  • modifica alle Detrazioni per carichi di famiglia: saranno applicate esclusivamente per gli altri familiari a carico e per i figli di età superiore ai 21 anni.

Compatibilità rispetto alle prestazioni sociali e neutralità fiscale

L’art. 7 del Decreto in argomento stabilisce il regime delle compatibilità, prevedendo che:

  • l’Assegno “è compatibile con la fruizione di eventuali altre misure in denaro a favore dei figli a carico erogate dalle Regioni, Province autonome di Trento e di Bolzano e dagli enti locali”;
  • l’Assegno è compatibile con il Reddito di Cittadinanza;
  • per la determinazione del Reddito Familiare di cui all’art. 2, c. 1, lett. b), numero 4), del D.L. 28 gennaio 2019, n. 4, l’Assegno non si computa nei trattamenti assistenziali ex art. 2, c. 6, del medesimo D.L..

L’art. 8, invece, sottolinea che “l’Assegno non concorre alla formazione del reddito complessivo di cui all’art. 8 del T.U. delle imposte sui redditi di cui al D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917” (detto in termini semplici, ai fini IRPEF).

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