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Assegno unico e maggiorazione per genitori che lavorano, quando spetta?

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Quali sono i redditi che rientrano in quelli che permettono di avere la maggiorazione dell’assegno unico per i figlio di 30 euro al mese?

Anche se ormai l’assegno unico è in vigore da quasi un anno i dubbi e le incertezze sui diritti spettanti ai genitori sono ancora molti. Rispondiamo ad un nostro lettore che chi scrive:

Buonasera volevo chiedere cortesemente un informazione riguardo l’assegno unico.Nell’ipotesi di genitori uno lavoratore dipendente tempo indeterminato e l’altro che lavora con ritenuta d’acconto ad esempio per 4-6 ore la settimana spetta la maggiorazione per genitori entrambi lavoratori dipendenti?
Spero di essere stato chiaro ed esaustivo nella spiegazione.
In attesa di riscontro porgo cordiali saluti

Maggiorazione per genitori entrambi lavoratori, quando?

La maggiorazione che spetta sull’assegno unico quando entrambi i genitori sono titolari di reddito da lavoro ha destato molta confusione. Inizialmente era stata interpretata, infatti, come una maggiorazione spettante solo qualora i redditi di entrambi derivassero da lavoro dipendente.

Poi l’INPS ha chiarito la questione spiegando che la maggiorazione, che ha un importo di 30 euro mensili per ogni figlio ma solo per chi ha ISEE fino a 15.000 euro e si riduce per ISEE maggiore fino ad annullarsi a 40.000 euro, spetta quando entrambi i genitori hanno una delle seguenti tipologie di reddito:

  • reddito da lavoro dipendente o assimilati;
  • reddito da lavoro autonomo o assimilati;
  • reddito di impresa;
  • reddito da lavoro agricolo autonomo;
  • eventuale reddito prodotto all’estero ma con residenza in Italia da uno dei due genitori;
  • redditi da pensione;
  • reddito da NASPI o DIS COLL (a patto che si riferiscano alla parte prevalente dell’anno).

Nel vostro caso, avendo uno dei due genitori reddito da lavoro dipendente e l’altro reddito assimilato al lavoro dipendente (visto che comunque si parla di ritenuta d’acconto), a mio avviso la maggiorazione spetta. Ma per avere la certezza, visto le ore ridotte lavorate ogni settimana, mi rivolgerei ad un patronato o un CAF per avere la certezza assoluta. In questo modo non vi troverete nella difficile situazione di dover, poi, dover restituire all’INPS somme percepite indebitamente.

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