Assegno unico: da 175 euro al mese per i figli minorenni, 85 euro per i maggiorenni fino a 21 anni. Ok dal CdM

WhatsApp
Telegram

Un assegno mensile fino a 175 euro, che scendono a 85 per i figli maggiorenni tra i 18 e i 21 anni: è questo lo schema di base dell’Assegno Unico universale contenuto nel decreto attuativo approvato dal Consiglio dei ministri.

Il Consiglio dei ministri, secondo quanto si apprende, ha approvato il decreto legislativo attuativo nel pomeriggio del 18 novembre.

Il provvedimento dovrà ora passare al vaglio delle commissioni competenti delle Camere.

Il sussidio economico verrà erogato dal settimo mese di gravidanza fino al compimento del 21esimo anno di età dei figli. La nuova misura andrà a inglobare tutti i vari benefici dello stesso tipo già esistenti.

I contenuti

L’importo pieno andrà a chi ha Isee fino a 15mila euro, oltre l’assegno cala progressivamente fino a minimo 50 euro (25 per i maggiorenni) per Isee oltre 40mila o per chi non lo presenta.

Previste maggiorazioni in base al numero di figli e alla presenza di disabili, al reddito e al lavoro di entrambi i genitori. La domanda andrà presentata all’Inps dal 1 gennaio per il periodo da marzo a febbraio dell’anno dopo.

L’assegno è riconosciuto “per ogni figlio minorenne a carico” e per i nuovi nati “a partire dal settimo mese di gravidanza” e non avrà “limiti di età” per i figli disabili

L’assegno andrà al genitore che fa la domanda o “a richiesta anche successiva, in pari misura” tra i genitori. In caso di affidamento esclusivo “l’assegno spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario. Nel caso di nomina di un tutore, l’assegno è riconosciuto nell’interesse esclusivo del tutelato”.

La domanda può essere presentata anche dai figli, una volta diventati maggiorenni, che possono “richiedere la corresponsione diretta della quota di assegno loro spettante”.

Per vedersi riconosciuto l’assegno anche dopo i 18 anni il figlio maggiorenne deve frequentare “un corso di formazione scolastica o professionale o un corso di laurea”, svolgere “un tirocinio” o avere un lavoro con reddito complessivo “inferiore a 8.000 euro annui”, essere “registrato come disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego”, svolgere “il servizio civile universale”.

Il nuovo assegno unico terrà conto delle famiglie numerose: a partire dal terzo figlio è prevista una maggiorazione tra i 15 e gli 85 euro a figlio in base all’Isee. Chi non presenta l’Isee avrà sempre il minimo. Dal 2022 sarà prevista inoltre una “maggiorazione forfettaria” da 100 euro al mese per i nuclei “con quattro o più figli”. Prevista una ulteriore maggiorazione da 30 euro al mese per ciascun figlio se entrambi i genitori lavorano, che diminuisce al crescere dell’Isee fino ad azzerarsi oltre i 40mila euro.

Mentre altri 20 euro al mese per ciascun figlio arriveranno alle mamme under 21, indipendentemente dall’Isee. In sostanza un nucleo con Isee fino a 15mila euro riceverà 175 euro al mese con 1 figlio, 350 con due, 610 con tre e 970 con 4 che diventano 1090 euro al mese se entrambi i genitori lavorano (30 euro per 4 figli, 120 euro in più).

A questa cifra vanno aggiunti i 20 euro al mese a figlio in caso di mamma giovanissima. I nuclei che superano i 40mila euro di Isee invece riceveranno 50 euro al mese con un figlio, 100 euro con due figli, 165 euro con tre figli, 330 euro con 4 figli. Anche in questo caso vanno aggiunti i 20 euro a figlio se la mamma ha meno di 21 anni mentre non opera la maggiorazione per entrambi i genitori lavoratori.

L’Assegno Unico sarà erogato anche ai cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno, permesso di lavoro o di ricerca superiore a sei mesi. Tra i requisiti anche il domicilio e il pagamento delle tasse in Italia.

 Le famiglie con figli disabili riceveranno l’assegno unico “senza limiti di età” dei figli. Per i minorenni si riceveranno 105 euro al mese in più “in caso di non autosufficienza”, 95 euro al mese in più “in caso di disabilità grave” e 85 euro in più “in caso di disabilità media”.

In presenza di maggiorenni disabili e fino a 21 anni si riceveranno 50 euro al mese in più (che si sommano all’assegno previsto tra i 18 e i 21 anni) mentre oltre i 21 anni si continuerà a ricevere un assegno in base all’Isee: i redditi più bassi, con Isee fino a 15mila euro, avranno un assegno di 85 euro al mese che si ridurrà gradualmente fino a 25 euro per Isee pari o superiore a 40mila euro.

La simulazione

Un nucleo con Isee fino a 15mila euro riceverà 175 euro al mese con un figlio, 350 con due, 610 con tre e 970 con 4 che diventano 1.090 euro al mese se entrambi i genitori lavorano (30 euro per 4 figli, 120 euro in più). A questa cifra vanno aggiunti i 20 euro al mese a figlio in caso di mamma giovanissima.

I nuclei che superano i 40mila euro di Isee invece riceveranno 50 euro al mese con un figlio, 100 euro con due figli, 165 euro con tre figli, 330 euro con 4 figli. Anche in questo caso vanno aggiunti i 20 euro a figlio se la mamma ha meno di 21 anni mentre non scatta la maggiorazione per entrambi i genitori lavoratori.

L’assegno ponte

Un assegno ponte è già in vigore dallo scorso luglio per le famiglie al momento non beneficiarie degli assegni al nucleo familiare e impossibilitate a godere delle detrazioni sui figli a carico nella dichiarazione dei redditi.

Situazione che non riguarda ovviamente i lavoratori dipendenti per i quali l’assegno unico potrebbe essere controproducente, dato il venir meno di una serie di misure di sostegno attualmente ricevute subito in busta paga

La nuova misura, che riguarda anche autonomi e partite Iva, sarà infatti erogata dalll‘Inps, cui bisognerà presentare domanda.

Il rovescio della medaglia è il poter contare su un importo certo e costante nel tempo per oltre vent’anni.

WhatsApp
Telegram

ASUNIVER e MNEMOSINE, dottorato di ricerca in Spagna: cresci professionalmente e accedi alla carriera universitaria con tre anni di congedo retribuito