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Assegno unico: chiarimenti su presentazione e ISEE

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Ancora dubbi sull’ISEE necessario per la determinazione dell’assegno unico per i figli e sulla possibilità che entrambi i genitori presentino richiesta del beneficio. Diamo gli opportuni chiarimenti.

Fino al 28 febbraio c’è tempo per presentare domanda di assegno unico per i figli e ricevere, poi, il primo pagamento dal mese di marzo. Se si presenta la domanda dopo il 28 febbraio, ma entro il 30 giugno, si avrà diritto a ricevere, in ogni caso, gli arretrati spettanti a decorrere dal mese di marzo. Per le domande presentate dopo il 30 giugno l’assegno spetta solo dal momento della presentazione. Nonostante il via alla presentazione delle domande  c’è da inizio anno, i dubbi e le perplessità dei genitori sulla nuova misura sono molti e riguardano, in larga misura, soprattutto genitori divorziati, separati o non coniugati.

Rispondiamo ad una nostra lettrice che ci scrive:

Buon giorno,

sono una mamma separata con un bambino , il padre non è convivente e abbiamo un affido condiviso al 50% senza assegno di mantenimento e con collocamento presso la mia abitazione (sentenza del Tribunale): Il padre ha presentato una richiesta di assegno unico per suo conto.e non intende fare l’ISEE,  il mio ISEE è di di 18.000 €. Come mi devo comportare in questo caso, posso fare richiesta di assegno unico anche io e che importo mi verrebbe assegnato visto che lui non presenta l’ISEE? Ringrazio e porgo cordiali saluti.

Assegno unico, domanda e ISEE

Pur avendo diritto entrambi i genitori alla presentazione della domanda di assegno unico, la domanda che può essere presentata è soltanto una e, quindi, o la presenta la mamma o il papà. L’assegno unico prevede la ripartizione dell’importo spettante al 50% tra i due genitori anche se è possibile scegliere anche di destinare il 100% dell’importo al solo richiedente.

Una volta che uno dei due genitori ha presentato domanda l’altro dovrà accedere al servizio dedicato all’assegno unico sul sito dell’INPS e scegliere di modificare la domanda presentata dall’altro genitore (a far fede è sempre il codice fiscale del figlio per il quale si richiede l’assegno ed il codice fiscale inserito dal genitore richiedente in sede di domanda riferito all’altro genitore) e scegliere il pagamento al 50% (se l’altro ha scelto diversamente) indicando il metodo di pagamento su cui intende ricevere la sua quota del beneficio.

Per quanto riguarda l’ISEE, invece, a far fede nel calcolo dell’assegno unico è sempre quello del nucleo familiare in cui è il figlio per cui si richiede il pagamento e non quello del genitore richiedente. Bisogna tener presente che l’assegno unico è una misura dedicata ai figli e proprio per questo ci si basa sull’ISEE in cui il codice fiscale del figlio è contenuto (e ogni persona può far parte di un solo ISEE).

Sul sito dell’INPS, nella pagina dedicata all’assegno unico, infatti, si legge “L’importo dell’Assegno unico e universale viene determinato in base all’ ISEE eventualmente presentato del nucleo familiare del figlio beneficiario, tenuto conto dell’età dei figli a carico e di numerosi altri elementi.”

Se suo figlio, quindi, risiede con lei e fa parte del suo nucleo familiare l’unico ISEE che serve per la determinazione dell’importo dell’assegno unico è il suo e non anche quello del padre del bambino.

I coniugi separati e divorziati, infatti,  no fanno parte dello stesso nucleo familiare, secondo quanto stabilito dal DL 159_13 – Nuova ISEE  all’articolo 3 comma 3. Lo stesso decreto, inoltre, sottolinea che l’ISEE minorenni deve essere utilizzato solo nel caso di genitori non sposati tra loro e non conviventi: in questo caso il genitore non convivente con il figlio viene attratto, quale componente aggiuntiva all’ISEE del figlio. L’articolo 7 dello stesso decreto prevede che:

“Ai fini del calcolo dell’ISEE per le sole prestazioni sociali agevolate rivolte a minorenni, il genitore non convivente nel nucleo familiare, non coniugato con l’altro genitore, che abbia riconosciuto il figlio, fa parte del nucleo familiare del figlio, a meno che non ricorra uno dei seguenti casi:
a) quando il genitore risulti coniugato con persona diversa dall’altro genitore;
b) quando il genitore risulti avere figli con persona diversa dall’altro genitore;
c) quando con provvedimento dell’autorita’ giudiziaria sia stato stabilito il versamento di assegni periodici destinato al mantenimento dei figli;
d) quando sussiste esclusione dalla potesta’ sui figli o e’ stato adottato, ai sensi dell’articolo 333 del codice civile, il provvedimento di allontanamento dalla residenza familiare;
e) quando risulti accertato in sede giurisdizionale o dalla pubblica autorita’ competente in materia di servizi sociali la estraneita’ in termini di rapporti affettivi ed economici;
2. Per le prestazioni sociali agevolate rivolte ai componenti minorenni, in presenza di genitori non conviventi, qualora ricorrano i casi di cui alle lettere a) ed b) del comma 1, l’ISEE e’ integrato di una componente aggiuntiva, calcolata sulla base della situazione economica del genitore non convivente, secondo le modalita’ di cui all’allegato 2, comma 2, che costituisce parte integrante del presente
decreto.”

Proceda, quindi, ad accedere al sito dell’INPS, consulti la domanda che il padre ha presentato e, nel caso, la integri con il suo metodo di pagamento e questo è tutto quello che deve fare.

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