Assegno unico alle famiglie, la ministra Bonetti: “A gennaio sarà esteso ai figli fino a 21 anni”

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Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge “ponte” che disciplina l’assegno unico nel 2021, per le famiglie che oggi non abbiano diritto ad altri assegni. Ma prossimamente potrebbero esserci novità: l’assegno sarà esteso per i figli di 21 anni.

Lo annuncia la Ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti, nel corso di una intervista su La Repubblica: “Aggiungiamo 3 miliardi alle famiglie italiane. E portiamo la stessa cifra a tutti i lavoratori, a parità di reddito. Da gennaio l`assegno poi crescerà perché assorbirà le detrazioni fiscali che ora esistono e rimangono fino a fine anno. A gennaio faremo anche di più: l`assegno sarà esteso ai figli fino a 21 anni. E studieremo un meccanismo per non disincentivare il secondo percettore di reddito, di solito la donna“. 

I figli dei lavoratori autonomi hanno pagato un prezzo altissimo nella pandemia. I loro genitori hanno perso il lavoro, spesso senza sussidi e garanzie. L’assegno è un atto di giustizia e di pari opportunità che estendiamo a 2 milioni di famiglie, da sempre escluse dagli assegni familiari“, aggiunge Bonetti.

Per accedere all’assegno “ponte”, il nucleo familiare del richiedente deve essere in possesso di un ISEE inferiore a 50.000 euro annui. Inoltre, il richiedente deve rispettare uno dei seguenti requisiti:

  • essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione europea, o suo familiare titolare del diritto di soggiorno;
  • essere cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea, in possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno semestrale;
  • essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
  • essere domiciliato o residente in Italia e avere i figli a carico sino al compimento del diciottesimo anno d’età;
  • essere residente in Italia da almeno 2 anni, anche non continuativi, oppure essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale.

L’assegno viene corrisposto per ciascun figlio minore in base al numero dei figli stessi e alla situazione economica della famiglia attestata dall’ISEE; in particolare, gli importi risultano decrescenti al crescere del livello dell’ISEE. Se nel nucleo sono presenti più di due figli, l’importo unitario per ciascun figlio minore viene maggiorato del 30% e per ciascun figlio minore con disabilità, inoltre, gli importi sono maggiorati di 50 euro. Il beneficio medio riferibile alla misura per il periodo che va dal 1° luglio 2021 al 31 dicembre 2021 è pari a 1.056 euro per nucleo e 674 euro per figlio.

Il beneficio spetta a decorrere dal mese di presentazione della domanda stessa. Per le domande presentate entro il 30 settembre 2021, sono corrisposte le mensilità arretrate a partire dal mese di luglio 2021. L’assegno “ponte” è compatibile con il Reddito di cittadinanza e con la fruizione di eventuali altre misure in denaro a favore dei figli a carico erogate dalle Regioni e dai Comuni.

Assegno unico per i figli, da 167 a 653 euro. Dal 1° luglio per oltre 2 milioni di famiglie, dal 2022 per tutti. Tutte le misure approvate

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