Assegno unico, a marzo arrivano conguaglio e arretrati: tutte le info utili

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Il conguaglio e il pagamento degli arretrati per i percettori dell’Assegno unico sono previsti per il mese di marzo, come conseguenza della legge di Bilancio 2023 che ha introdotto maggiorazioni per figli piccoli.

L’incremento forfettario per le famiglie con almeno 4 figli è stato aumentato a 150 euro, ma tale novità non è stata applicata alla mensilità di febbraio, e quindi sarà applicata a partire da marzo. Verranno pagati tutti gli arretrati alle famiglie che ne hanno diritto, ma c’è il rischio anche che l’Inps – dopo aver fatto le dovute valutazioni – effettui una trattenuta delle somme pagate in più.

Tuttavia, le famiglie che in questi mesi non hanno regolarizzato un Isee recante omissioni o difformità rischiano di perdere il conguaglio. La circolare Inps del 9 febbraio 2022 specifica che la domanda di assegno unico e universale può essere istruita e liquidata anche con Isee difforme o con omissioni, ma l’utente ha comunque l’obbligo di regolarizzarlo entro la fine dell’anno. Chi non l’ha fatto subirà le conseguenze con il conguaglio, con la quota eccedente che sarà recuperata.

Assegno unico, spetta anche ai genitori vedovi: la somma sarà riconosciuta in automatico

L’Inps, con il messaggio n.724 del 17 febbraio, ha fornito informazioni aggiuntive sull’Assegno Unico e Universale per i figli a carico, introdotto dal decreto legislativo 29 dicembre 2021, n. 230, in merito alla maggiorazione prevista per i nuclei vedovili.

La maggiorazione, conosciuta come bonus per il secondo percettore di reddito, prevede un aumento di 30 euro al mese per ogni figlio minore se entrambi i genitori hanno un reddito da lavoro. Tuttavia, in linea di principio, questa maggiorazione non può essere richiesta per i nuclei composti da un solo genitore, anche se lavoratore.

In base a un parere del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, si comunica che il bonus per il secondo percettore di reddito sarà erogato automaticamente ai nuclei vedovili per i decessi del genitore lavoratore avvenuti nell’anno di competenza per l’Assegno. Gli utenti interessati non devono effettuare ulteriori adempimenti per beneficiare della maggiorazione.

La maggiorazione sarà applicata per le domande di Assegno presentate dal 1° gennaio 2022 fino al mese di febbraio 2023 e cesserà di essere erogata a partire dalla rata di Assegno per la mensilità di marzo 2023. Questa procedura sarà applicata anche per le future annualità dell’Assegno.

Il decesso del genitore lavoratore durante l’annualità di fruizione dell’Assegno non comporterà la perdita del bonus fino alla conclusione dell’annualità della prestazione stessa.

Le cifre aggiornate

L’importo dell’Assegno Unico varia da un minimo di 50 euro al mese per un figlio minore senza Isee o con un Isee superiore a 40.000 euro, a un massimo di 175 euro al mese per un figlio minore con Isee fino a 15.000 euro. Per i figli tra 18 e 21 anni, gli importi variano da un minimo di 25 euro al mese a un massimo di 85 euro.

L’indicizzazione avrà un impatto sia sugli importi che sulle soglie Isee. La platea dei destinatari dell’importo minimo si ridurrà rispetto all’anno precedente, poiché l’importo minimo verrà erogato solo per Isee superiori a 43.240 euro e non più per Isee superiori a 40.000 euro. La prima fascia Isee aumenterà da 15.000 a 16.215 euro, mentre la seconda da 20.000 a 21.620 euro.

L’importo per chi ha fino a 16.215 euro di Isee aumenterà da 175 a 189 euro, mentre per chi ha fino a 21.620 euro di Isee passerà da 150 a circa 162 euro. Per chi ha fino a 27.000 euro di Isee, l’importo aumenterà da 125 a 135 euro, mentre per chi ha fino a 32.000 euro di Isee, l’importo aumenterà da 100 a 108 euro. Infine, per chi ha un Isee fino a 37.000 euro, l’importo aumenterà da 75 a 81 euro.

Per chi ha un Isee di 43.240 euro o più, l’importo aumenterà da 50 a 54 euro.

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