Assegno unico 2023, c’è chi dovrà restituire oltre 200 euro per figlio all’Inps: i motivi

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Il decreto legislativo n. 230/2021, che regola l’assegno unico, stabilisce una maggiorazione di 30 euro al mese per ciascun figlio minore se entrambi i genitori hanno un reddito da lavoro.

L’Inps, applicando alla lettera quanto stabilito, ha deciso di non riconoscere la maggiorazione ai nuclei monogenitoriali. Questo ha causato confusione tra le famiglie monogenitoriali che hanno richiesto la maggiorazione, che è stata erogata dall’Inps per i primi mesi del 2022, ma poi interrotta dal mese di ottobre.

L’Inps ora sta sanando la situazione delle sette mensilità con maggiorazione erogata e potrebbe chiedere la restituzione di un importo che può arrivare a 210 euro per figlio. Ai beneficiari potrebbe essere richiesta indietro una somma che potrebbe arrivare a 210 euro per figlio (30 euro per 7 mesi). Nel caso di una madre vedova con due figli minori, l’importo totale sarebbe quindi di 420 euro, oppure un padre solo con tre figli potrebbe dover restituire all’Inps oltre 600 euro.

Il governo Meloni non ha ancora cambiato la norma, lasciando questa situazione incerta per le famiglie monogenitoriali.

Assegno unico universale, alcune info utili

L’INPS ha lanciato il sito informativo dedicato all’Assegno unico universale (www.assegnounicoitalia.it) nel quale è possibile reperire tutte le informazioni utili: chi può fare domanda, chi sono i beneficiari, quanto spetta, quali voci della busta paga o della pensione sostituisce.

Sul sito informativo dedicato, inoltre, è possibile consultare una sezione dedicata alle, ovvero alle risposte elaborate dall’INPS sulla base degli approfondimenti richiesti dagli utenti.

Si ricorda che l’assegno unico universale spetta a tutti i nuclei familiari indipendentemente dalla condizione lavorativa dei genitori (lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi, pensionati, non occupati, disoccupati, percettori di reddito di cittadinanza).

Cos’è l’assegno unico universale

L’assegno unico è un sostegno economico alle famiglie attribuito per ogni figlio a carico fino al compimento dei 21 anni (al ricorrere di determinate condizioni) e senza limiti di età per i figli disabili.

Come si calcola l’importo

Varia in base alla condizione economica del nucleo familiare sulla base di ISEE valido al momento della domanda tenuto conto dell’età e del numero dei figli nonché di eventuali situazioni di disabilità dei figli. L’importo dell’assegno unico e universale per i figli a carico è determinato sulla base della condizione economica del nucleo familiare, verificata attraverso l’Isee in corso di validità.. L’assegno unico può essere richiesto anche in assenza di Isee ovvero con Isee superiore alla soglia di euro 40.000. In tal caso, saranno corrisposti gli importi minimi dell’assegno previsti dalla normativa.

La domanda può essere sempre presentata:

  • accedendo dal sito web www.inps.it al servizio «assegno unico e universale per i figli a carico» con SPID almeno di livello 2, Carta di identità elettronica 3.0 (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS);
  • contattando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (da rete mobile, con la tariffa applicata dal gestore telefonico);
  •  tramite enti di patronato, attraverso i servizi telematici offerti gratuitamente dagli stessi.

Novità dal 2023

Come segnala l’Inps, dal 1° marzo 2023 coloro che nel corso del periodo gennaio 2022 – febbraio 2023 abbiano presentato una domanda di assegno unico e universale, accolta e in corso di validità, beneficeranno dell’erogazione d’ufficio della prestazione da parte dell’INPS, senza dover presentare una nuova domandaResta obbligatorio, invece, il rinnovo dell’ ISEE per poter usufruire dell’importo completo.

I dati della domanda saranno automaticamente prelevati dagli archivi dell’Istituto, che procederà a liquidare il beneficio in continuità. I richiedenti dovranno tuttavia comunicare eventuali variazioni delle informazioni precedentemente inserite nella domanda di Assegno unico trasmessa all’INPS prima del 28 febbraio 2023 (ad esempio: nascita di figli, variazione/inserimento della condizione di disabilità, separazione, variazioni IBAN , maggiore età dei figli), integrando tempestivamente la domanda già trasmessa.

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