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Assegno terzo figlio: cos’è e come si percepisce

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Assegni familiari il 70%

L’assegno per il terzo figlio è la misura che da sostegno alle famiglie numerose.

Ci sono tutta una serie di misure che di rivolgono a famiglie numerose. Un po’ per sostenere famiglie a basso reddito e disagiate economicamente, ed un po’ per rilanciare la natalità in Italia, ci sono misure che molti non sanno di poter utilizzare. Una di queste misure è l’assegno per il terzo figlio. Ormai la media delle nascite per singola famiglia arriva a mala pena a due. Due figli a famiglia, prima perché adesso si contrae matrimonio più in avanti con gli anni (anche in questo caso sono le medie statistiche a dirlo), e poi perché crescere figli è difficile e costa e con la crisi e i problemi economici di oggi, la genitorialità viene vista come un rischio. Ma come detto ci sono strumenti di aiuto e di spinta a fare figli.

Assegno terzo figlio ai titoli di coda

L’assegno per il terzo figlio, detto anche assegno per le famiglie numerose, è una misura pensate per le famiglie che hanno figli oltre il secondo. Come tutte le misure di welfare per le famiglie, anche questa rischia di cedere il passo alla novità dell’assegno universale che dovrebbe entrare in vigore dal prossimo luglio. Usare l’ipotetico è necessario dal momento che anche il Premier Draghi ha anticipato che per evidenti questioni tempistiche, tutto potrebbe slittare a gennaio 2022. L’assegno per il terzo figlio però è in vigore anche oggi. E se mai luglio diventerà il mese adatto per la partenza dell’assegno universale, l’assegno famiglie numerose resterà in vigore per il primo semestre.

Assegno famiglie numerose, come funziona?

L’Inps ha confermato l’assegno per il terzo figlio anche nel 2021. La misura altro non è che un trattamento economico destinato a famiglie che rispettano determinato requisiti. In primo luogo occorre avere almeno tre figli minorenni nel nucleo familiare. Appena uno dei tre diventa maggiorenne il beneficio viene meno. Per quanto concerne i figli essi devono essere naturalmente presenti nello stato di famiglia ed avere reddito propri entro un determinato limite.

Infatti per poter rientrare nella misura occorre rispettare diverse condizioni oltre a quelle della numerosità del nucleo familiare. Il contributo viene erogato anche nei casi di affidamento preadottivo ma se uno di essi è assegnato ad altra famiglia si perde il diritto al beneficio.

Assegno famiglie numerose, i requisiti

Per avere diritto all’assegno occorre avere un Isee in corso di validità. Questa la prima condizione utile per effettuare domanda, dal momento che il benefit si ottiene dietro presentazione di una istanza.

Il valore dell’Isee non deve essere superiore a 8.788,99 euro al momento di presentazione della domanda e deve riferirsi all’intero nucleo familiare del richiedente dove naturalmente devono essere riportati tutti i tre figli minori tramite i quali si richiede il bonus.

L’ente erogatore del beneficio è l’Istituto Previdenziale (Inps), ma la domanda va presentata al proprio Comune di residenza, cioè dove la famiglia è iscritta all’anagrafe. La domanda va fatta entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello in cui si matura il diritto a ricevere l’assegno. In altri termini, per chi in questi giorni ha allargato la famiglia con un nuovo nato o un nuovo adottato, per ottenere il benefit deve presentare domanda entro il prossimo 31 gennaio 2022. E naturalmente si otterrà il bonus dalla data di maturazione del diritto (dall’ingresso del terzo figlio minore in famiglia) per l’anno 2021.

Nel caso in cui il diritto maturato non riguardi un lieto evento ma invece una variazione di Isee (esempio, una famiglia che nel 2020 non ha percepito il bonus per superamento limite di Isee mentre nel 2021 vi rientra), l’assegno decorre dal 1° gennaio dell’anno in cui si verificano le variazioni dei requisiti.

Assegno terzo figlio, gli importi

L’importo massimo erogabile di assegno per il terzo figlio è pari a poco più di 1.440 euro. L’importo è variabile in funzione dell’Isee del nucleo familiare ed è erogato in due tranche semestrali, la prima entro il 15 luglio e la seconda entro il 15 gennaio.

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