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Assegno temporaneo o ANF alla docente a tempo determinato?

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Assegni familiari il 70%

Per una docente a tempo determinato è necessario richiedere assegno temporaneo o assegno al nucleo familiare?

L’assegno temporaneo per i figli è stato introdotto, dal 1 luglio 2021 al 31 dicembre 2021,  per chi non ha diritto agli assegni al nucleo familiare. Dal 1 gennaio 2022, in ogni caso, l’assegno unico per i figli dovrebbe andare a sostituire anche gli attuali ANF e si avrà, quindi, un beneficio uguale per tutti, lavoratori dipendenti, autonomi, ma anche per gli inoccupati.

Rispondiamo alla domanda di una nostra lettrice che ci chiede:

Salve, Sono un’insegnante con contratto a tempo determinato presso una scuola secondaria di primo grado. Dopo due mesi di disoccupazione, ho ripreso a lavorare a settembre.
Mi sono separata recentemente e non mi è chiaro se è già entrato in vigore l’assegno unico o bisogna ancora richiedere gli assegni familiari. Per me c’è molta differenza dato che, se si parla di assegni familiari, spettano al genitore che convive con i figli (come ben spiegato da voi in risposta ad un altra lettera), se si parla di assegno unico, invece, spetta a entrambi i genitori affidatari, ovvero 50% e 50% in caso di affidamento congiunto.
Potreste fare luce su questa questione?
Vi ringrazio anticipatamente

Assegno temporaneo o ANF?

L’assegno unico, per i lavoratori dipendenti, entrerà in vigore solo a partire dal 1 gennaio 2022. Fino ad allora tutti quelli che rientrano nel perimetro di attuazione dell’ANF dovranno continuare a percepire l’assegno al nucleo familiare ma dal 1 gennaio 2022 dovranno fare richiesta dell’assegno unico.

Nel suo caso, essendo una lavoratrice dipendente deve richiedere, al momento, l’assegno al nucleo familiare.

Quando entrerà in vigore per tutti l’assegno unico per i figli a richiederlo potrà essere il genitore convivente con i figli ma la misura sarà suddivisa al 50% per entrambi i genitori. C’è la possibilità, però, che l’importo possa essere percepito al 100% da uno solo dei due genitori indicando tale scelta nella domanda. Ma la scelta dovrà essere confermata anche dal genitore che non riceverà nessun importo, in caso contrario al richiedente verrà erogato solo il 50% della somma totale.

Se c’è accordo, quindi, con l’ex coniuge è possibile destinare l’assegno unico anche soltanto al genitore convivente. Ma trattandosi di una misura che sostiene la genitorialità il legislatore non ha voluto escludere dalla possibilità di beneficiarne il genitore che non convive con i figli poichè nella maggioranza dei casi contribuisce al mantenimento non solo con l’assegno mensile ma anche con il 50% delle spese extra.

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