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Assegno invalidità civile: un emendamento DL Fiscale salverebbe l’attività lavorativa

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Il governo mette una toppa all’assegno di invalidità civile parziale correndo ai ripari dopo il messaggio INPS 3495 dello scorso 14 ottobre.

Con il messaggio INPS 3495, l’istituto percepiva la precedente sentenza della Corte di Cassazione, rendendo incompatibile di fatto l’assegno di invalidità civile con qualsiasi attività lavorativa. Anche se minima e con redditi al di sotto di quelli stabiliti per il diritto alla prestazione. le molte polemiche scaturite dopo questo messaggio hanno spinto il governo a fare un passo indietro al riguardo e ad inserire un emendamento del Decreto Fiscale.

Assegno invalidità civile

L’assegno mensile corrisposto agli invalidi parziali (dal 74 al 99%) ha un ammontare di 287 euro mensili.

La sentenza della Cassazione in questione, così come il messaggio INPS 3495 dello scorso 14 ottobre, stabilisce che, a prescindere dal reddito prodotto, l’assegno è incompatibile con qualsiasi attività lavorativa, anche minima. Pena la sospensione e revoca del trattamento assistenziale riservato ai disabili parziali.

Ovviamente una pensione di 287 euro mensili non permette minimamente all’invalido di sopravvivere senza l’ausilio economico da parte di familiari e congiunti e proprio per questo la decisione dell’INPS ha suscitato l’indignazione non solo della stampa ma anche delle associazioni che operano proprio negli interessi di questa categoria fragile.

Il governo, rendendosi conto di aver fatto un passo falso e che, comunque, già esistevano limiti di redditi che permettevano agli invalidi parziali di svolgere attività lavorative dal reddito molto contenuto, ha fatto un passo indietro e lo stesso Ministro Orlando ha presentato un emendamento al decreto Fiscale che riconosca  la compatibilità dell’assegno di invalidità civile parziale con attività lavorativa, nel minimi dei redditi stabiliti dalla legge. In questo modo l’invalido parziale potrà integrare il reddito dell’assegno di invalidità, davvero troppo basso, portando ai limiti delle sue esigenze di sopravvivenza.

Si tratta, per ora, soltanto di un emendamento. Per avere certezza di quella che sarà la decisione del governo al riguardo bisognerà attendere la conversione in Legge del Decreto Fiscale per capire se la novità sarà contenuta in esso.

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