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Assegni al nucleo familiare: quando spettano e come richiederli, la guida completa

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Assegni familiari il 70%

Anche nel comparto scuola i lavoratori hanno diritto agli assegni familiari, ma la domanda segue un percorso differente.

L’Assegno al Nucleo Familiare, abbreviato ANF, è un sostegno economico per le famiglie dei lavoratori dipendenti, dei titolari delle pensioni e delle prestazioni economiche previdenziali da lavoro dipendente e dei lavoratori assistiti dall’assicurazione contro la tubercolosi. In pratica, tutti i lavoratori dipendenti con familiari a carico possono, dietro domanda, avere diritto agli ANF.

Gli assegni familiari spettano a tutto il personale della scuola compresi i supplenti brevi e saltuari. Per questi lavoratori, a differenza dei lavoratori dipendenti del settore privato e alla stregua di tutti i lavoratori statali, cambia la procedura di richiesta, ma in sostanza le regole che riguardano questo istituto sono le stesse.

 

Requisiti e condizioni per gli ANF

Gli Assegni al Nucleo Familiare sono una prestazione erogata a domanda perché deve essere l’interessato a farne richiesta. La condizione principale per percepire gli ANF è quella reddituale, perché il reddito complessivo della famiglia del lavoratore deve rientrare in determinati limiti.

La condizione reddituale della famiglia del richiedente gli assegni, oltre che per il diritto, è importante anche per l’importo della prestazione. Gli importi sono definiti dall’Inps tramite una circolare che si rinnova annualmente perché si rinnovano gli importi della prestazione che vengono adeguati all’incremento dei prezzi dei beni al consumo stabilito dall’Istituto Nazionale di Statistica.

In pratica, con effetto da ogni  1° luglio di ogni anno, e in base al tasso di inflazione, l’assegno viene rivalutato. L’importo degli Assegni al Nucleo Familiare quindi, sono calcolati in base alla composizione del nucleo familiare e in base al reddito dello stesso nucleo. Il reddito di riferimento è quello dell’anno precedente. Per il 2020 con la circolare n° 60 del 21 maggio 2020, l’Inps ha comunicato i nuovi livelli reddituali per il periodo 1° luglio 2020 – 30 giugno 2021. Infatti, gli importi, così come la corresponsione degli assegni, ha validità dal 1° luglio dell’anno precedente al 30 giugno dell’anno successivo.

ANF e scuola, le cose da sapere

Nel caso dei docenti, compresi come dicevamo, i supplenti, la domanda deve essere presentata in maniera diversa di quella prevista per i lavoratori dipendenti del settore privato. Questi ultimi infatti devono usare la via telematica e la procedura prevista dall’Inps. Per i lavoratori della scuola la domanda va presentata all’istituto scolastico con il quale il docente ha il contratto. Nel caso di docenti in assegnazione provvisoria va presentata alla scuola di titolarità. Senza domanda non si ha diritto agli assegni. Anche se in continuità di lavoro e di fruizione degli assegni, la mancata presentazione della domanda dopo il 30 giugno, congela di fatto la corresponsione degli assegni. In assenza di domanda di rinnovo degli assegni percepiti fino al 30 giugno, Noipa sospenderà l’erogazione degli stessi fino a nuova domanda prodotta.

Domanda assegni al nucleo familiare statali e dipendenti privati, le differenze

La domanda degli assegni familiari per i lavoratori del settore privato, va presentata, in modalità telematica all’INPS ogni anno, prima del mese di luglio, affinché alla scadenza del 30 giugno si agganci automaticamente il rinnovo. Per i dipendenti pubblici invece, la domanda riguardante l’erogazione degli assegni familiari potrà essere inoltrata attraverso la compilazione di un modulo appositamente dedicato e presente all’interno della propria utenza del portale Noipa. Non all’INPS quindi, ma usando il modulo “Richiesta assegno al nucleo familiare” presente   alla pagina “Modulistica” del sito Noipa. In alternativa possibile mandare la richiesta alle Ragionerie territoriali dello Stato, anche per il tramite del proprio Ufficio di servizio. Sempre per il pubblico impiego, in questo caso per i dipendenti delle amministrazioni centrali statali, invio possibile tramite l’Ufficio della propria Amministrazione  che gestisce i trattamenti economici dei dipendenti.

Nel caso specifico della scuola, per i supplenti occasionali, la domanda va inoltrata alla scuola titolare del rapporto di lavoro o a tutte le scuole se il lavoratore ha contratti con più di una scuola.

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