Assegnazioni provvisorie, tutti contro i vincoli: sindacati attendono la trattativa con il Ministero per il contratto. Anche le forze politiche si muovono

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La questione assegnazione provvisoria riveste un ruolo importante nell’agenda dei temi caldi del Ministero dell’Istruzione: le organizzazioni sindacali attendono la nuova convocazione per proseguire la trattativa avviata il mese scorso sul rinnovo del contratto sulle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie, con l’obiettivo di superare i vincoli. Anche dalla politica arrivano segnali, seppur timidi, di intervenire sul tema vincolati.

Nel corso del primo (e unico incontro finora) fra i tecnici di Viale Trastevere e i sindacati, questi ultimi hanno posto, per così dire, delle condizioni: nel ribadire la propria contrarietà nei confronti dei blocchi di sede previsti per le categorie di lavoratori già elencati, le organizzazioni sindacali hanno detto chiaramente all’Amministrazione di poter proseguire avanti con la trattativa solo se ci sarà una messa in discussione di tali vincoli di trasferimento.

Il Ministero, in quell’occasione, prese atto delle richieste e si disse pronto ad un incontro successivo. Ancora però, la convocazione non è giunta e se consideriamo che le domande per la mobilità annuale sono previste fra la fine di giugno e i primi di luglio, allora si capisce che il tempo stringe per arrivare ad un nuovo CCNI, che avrà validità triennale ma le operazioni avranno cadenza annuale.

La questione docenti vincolati sulle assegnazioni provvisorie resta aperto e le associazioni di categoria proseguono da mesi la lotta per ottenere lo sblocco delle loro posizioni.

Al momento, infatti, come spiegato in precedenza, l’assegnazione provvisoria può essere chiesta, a condizione che ricorra uno dei seguenti motivi:

  • ricongiungimento ai figli o agli affidati di minore età con provvedimento giudiziario;
  • ricongiungimento al coniuge/parte dell’unione civile ovvero al convivente, ivi compresi parenti o affini, purché la stabilità della convivenza risulti da certificazione anagrafica;
  • gravi esigenze di salute del richiedente, comprovate da idonea certificazione sanitaria;
  • ricongiungimento al genitore.

Non è possibile chiedere l’assegnazione provvisoria per scuole del comune di titolarità. Tale vincolo non opera per i comuni con più distretti sub-comunali per coloro che beneficiano di una delle precedenze previste dal CCNI.

Dalla politica, dicevamo in precedenza, in realtà si attendono risposte che però, tuttavia, difficilmente arriveranno a breve.

L’unico risultato ottenuto sul tema recentemente è quello con il decreto Sostegni ter.

La norma approvata infatti prevede che i docenti vincolati dall’immissione in ruolo nella provincia di assunzione potranno presentare domanda di assegnazione provvisoria nei limiti della provincia di assunzione.

Ma è chiaro che non si tratta di un risultato soddisfacente e risolutivo. La vera sfida è l’assegnazione provvisoria interprovinciale.

Il vicepresidente Commissione Cultura Senato e Responsabile Dipartimento Istruzione Lega, Mario Pittoni, ha presentato un emendamento al dl 36, su reclutamento e formazione docenti dedicato proprio a concedere ai docenti vincolati l’assegnazione provvisoria interprovinciale.

Tuttavia, appare improbabile che la norma possa transitare all’interno di un provvedimento dedicato a reclutamento e formazione, anche se nelle prossime ore si attendono novità in merito.

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