Assegnazioni provvisorie su sostegno a docenti di ruolo senza titolo, l’ultima parola a Bussetti

di redazione
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Sarà il neoministro Marco Bussetti a dover decidere se modificare l’attuale CCNI sulle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie, introducendo la possibilità che i docenti di ruolo, accantonato il contingente dei precari specializzati, possa avere l’assegnazione provvisoria in altra provincia su sostegno pur non avendo il prescritto titolo.

Finora gli incontri tra Amministrazione e sindacati si sono risolti in un nulla di fatto, L’Amministrazione infatti non ha potuto portare avanti la trattativa perché ha ritenuto che le richieste dei sindacati siano di natura politica e dunque da discutere in altra sede.

Le richieste dei sindacati

a) eliminazione dell’obbligo della convivenza ( così come è previsto per i trasferimenti) col genitore come condizione per la presentazione delle domande di assegnazione provvisoria, al fine di favorire al massimo la mobilità.
b) demandare alla contrattazione regionale la possibilità di richiedere nuove forme di utilizzazioni , anche interprovinciali, da parte dei docenti titolari su posto comune o classe di concorso senza il possesso del titolo di specializzazione ,sempre dopo aver accantonato i posti per i docenti precari in possesso del titolo di specializzazione.

I sindacati chiedono che la contrattazione regionale stabilisca un accantonamento dei posti complessivamente disponibili, sulla base delle esigenze e sulle risorse del singolo territorio.

Chiudere il contratto

Dopo questa empasse, i tempi sono stringati. Di solito le domande per la richiesta di assegnazione provvisoria vengono presentate tra fine giugno e la prima decade di luglio (comunque a seconda delle date dei trasferimenti), per cui i tempi per mettere in moto la macchina amministrativa sono stringati.

Docenti di ruolo vs precari

La questione non è semplice, perché si parla di posti di lavoro nelle regioni del sud. Da un lato i docenti di ruolo che dicono “basta assegnare le supplenze su sostegno a docenti precari senza titolo, magari assunti tramite domanda di messa a disposizione, il nostro percorso lavorativo è comunque superiore al loro”, dall’altra i docenti precari che temono l’assottigliarsi delle supplenze disponibili e la possibilità di dover presentare domanda di assunzione in province del nord. Al momento – anche se è ancora presto – non ci sono invece proposte di ampliamento degli organici secondo esigenze terrritoriali, unica vera soluzione alla problematica.

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