Assegnazioni provvisorie, se in una scuola si libera un posto può ancora essere assegnato?

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Assegnazioni provvisorie interprovinciali: i “giochi” sono terminati il 31 agosto? Sì e no? E come al solito la mancanza di una indicazione univoca da parte del Ministero crea a confusione e malcontento tra coloro che hanno ancora la speranza di poter ottenere il movimento richiesto.

Ricordiamo infatti che la richiesta di assegnazione provvisoria è legata a motivazioni forti quali

  • ricongiungimento al coniuge/parte dell’unione civile
  • ricongiungimento al convivente (compresi i parenti ed affini) purché la convivenza risulti da certificazione anagrafica
  • ricongiungimento ai figli (anche nel caso di affidamento)
  • ricongiungimento ai genitori
  • gravi esigenze di salute del docente che risultino da certificazione sanitaria.

Siamo al 4 settembre  “Se in una scuola si libera un posto perché l’insegnante ha richiesto e ha ottenuto assegnazione provvisoria in altra sede quel posto può andare all’insegnante che a sua volta ha richiesto assegnazioni provvisoria o va ad incarico annuale?”

Dipende innanzitutto dalla data in cui il posto si è liberato. Se il posto era libero e utilizzabile per le assegnazioni provvisorie entro il 31 agosto, il ritardo delle operazioni non giustifica la mancata attribuzione.

Ma analizzando la situazione dei vari uffici scolastici, la situazione è più variegata di quanto ci possa aspettare

A fronte di uffici Scolastici come quello di Reggio Calabria in cui troviamo Rettifiche ed integrazioni per scorrimento, a seguito di disponibilità sopravvenuta entro il 31/08/2020, delle operazioni di utilizzazione ed assegnazione provvisorie in ambito provinciale ed interprovinciale del personale docente di Scuola Media di 1° e 2° grado per l’a.s. 2020/21  o di Ancona, in cui si è arrivati per le provinciali al 5° aggiornamento, si registra la chiusura da parte dell’Ufficio Scolastico Sicilia dell’utilizzo dei posti liberati in seguito alla prima tranche di assegnazioni provvisorie, disposta solo il 31 agosto pomeriggio. Un  estremo ritardo, se si voleva chiudere bene, e non provvedere al recupero dei posti resi vacanti in quella stessa data.

“Alla luce di questo – scrivono le organizzazioni sindacali siciliane – avevamo proposto lo scaglionamento temporale della pubblicazione dei movimenti provinciali per consentire il recupero delle sedi che si rendevano di volta in volta disponibili. Tale soluzione avrebbe garantito, ai docenti siciliani, la possibilità di non dover ritornare nelle scuole del nord Italia soprattutto in questo periodo di emergenza sanitaria”.

“Si chiede quindi – concludono – l’assegnazione dei posti che si sono resi vacanti in data 31 agosto e l’assegnazione degli stessi ai legittimi interessati. Una decisione prevista dalla legge, oltre che dettata dal buon senso, che consentirebbe a centinaia di docenti di ricongiungersi con le proprie famiglie”.

Ci saranno ancora speranze? O per tutti o per nessuno, il Ministero chiarisca.

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