Assegnazioni provvisorie e piano di rientro in Campania: chi sono i veri docenti “immobilizzati”?

di redazione
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comunicato inviato in redazione – In relazione all’articolo apparso su Orizzonte Scuola, in data 14/08/2017, firmato dai cosiddetti “Unione Docenti napoletani Immobilizzati” si vuol precisare che tali docenti napoletani non possono considerarsi immobilizzati, in quanto tale appellativo viene utilizzato dai docenti che sono stati immessi in ruolo precedentemente alla legge 107/15 e che vorrebbero ottenere il trasferimento nella propria regione.

Si tiene a sottolineare che tali docenti hanno aderito volontariamente all’immissione in ruolo con le condizioni di scegliere le province di gradimento dove poter occupare cattedre vacanti e disponibili e che nelle condizioni poste dalla legge, vi era chiaramente scritto che se si aderiva si era sottoposti al vincolo triennale.

Tale gruppo chiede ulteriori deroghe alla legge 107/15 e al CCNI sulla mobilità che non è regionale e che è stato sottoscritto a livello nazionale dai sindacati confederali.

Inoltre, si evidenzia che le richieste considerate ‘necessarie’ erano implicite nella legge 107/15 a cui hanno aderito e consapevolmente accettato, ovvero, erano stati posti nella condizione di scegliere il lavoro rispetto agli affetti familiari.

Ed ancora, tali docenti non possono affermare che sono stati trasferiti, in quanto il trasferimento presuppone un cambio della sede di lavoro di un lavoratore già assunto in altra sede, mentre tali docenti si sono sottoposti volontariamente alle regole dettate dalla legge 107/15.

Ciò risulta evidente quando chiedono una deroga, ovvero una modifica alla legge e in particolar modo i posti per cui non hanno titolo ed esperienza e nemmeno competenze, solo per interessi personali che ledono palesemente i diritti dei disabili, ovvero, sulle pelle degli alunni più deboli e svantaggiati.

I cosiddetti “effetti negativi” della legge 107/15 per loro non sono la chiamata diretta, il dirigente manager, l’aziendalizzazione della scuola, la disparità di trattamento dei docenti veramente immobilizzati, la disparità di trattamento dei veri precari storici, ma esclusivamente la loro non possibilità di rientrare, benché molti di essi, sino ad oggi non hanno mai preso servizio nella sede assegnata, grazie alle tante agevolazioni avute precedentemente.

Vi è da considerare, ancora, che il gruppo nasce, su spinta di noti esponenti del PD e che tali docenti della Campania non hanno ‘subito’ la legge 107/15, ma ne hanno lodato l’entrata in vigore con diversi video di propaganda.

Appare ancor più egoistico e privo di scrupoli, quando si chiedono persino gli spezzoni di cattedra pur di ottenere ulteriori privilegi che lascerebbero tanti docenti precari privi della possibilità di poter lavorare.

Rudy Guzman per Co.N.GAE – Comitato Nazionale Docenti iscritti in GAE

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