Assegnazioni provvisorie: noi genitori abbiamo bisogno del supporto dei figli. Lettera

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Fiore Michele – Spett.le Redazione, sto seguendo con interesse e molta partecipazione tutte le informazioni relative alla mobilità ed alle assegnazioni provvisorie e  dai vostri resoconti di stampa sembrerebbe che la Ministra Fedeli voglia bloccare, diversamente dall’anno scorso le assegnazioni provvisorie, “garantendo solo i lavoratori con disabilità o che assistono parenti disabili in condizioni di gravità”.

Sono un pensionato di 71 anni, con problemi di deambulazione e  con moglie ultrasettantenne, sorda,  disabile al 75%, pur non trovandosi nelle condizioni di gravità. Abbiamo una figlia  che vive con noi, ed è insegnante di Filosofia e Storia con titolarità di cattedra a 800 Km. da casa , ma quest’anno in assegnazione provvisoria a 20 Km. da casa. Abbiamo estremo bisogno del suo supporto fisico, mia moglie può uscire di casa solo con lei, ed economico, ho una pensione, al netto della cessione del V,  di un mutuo e di  un prestito, di circa € 230.

Come si può ben immaginare una riconferma nell’anno scolastico 2017-18 del posto di titolarità sconvolgerebbe l’esistenza della mia famiglia. E’ incomprensibile che in simili casi non  vengano riconosciute le condizioni di gravità, anche se burocraticamente negate. La tutela della propria famiglia, come previsto dalla nostra Costituzione,  è un dovere imprescindibile che un figlio deve assumere per la salvaguardia della stessa. Fra l’altro, se non ricordo male,  era una misura già prevista precedentemente per chi aveva genitori disabili e, che successivamente inopinatamente è stata abrogata.

Voglio sperare che nel prossimo incontro del 23 maggio, i sindacati facciano valere le ragioni, per giustizia e equità, di chi si trova nelle condizioni suddette, e metterle quindi in condizione di assolvere a quel ruolo fondamentale di assistenza fisica e supporto economico alla famiglia.

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