Assegnazione provvisoria è un movimento volontario, l’utilizzazione può essere anche d’ufficio

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I due movimenti che rientrano nella mobilità annuale risultano avere caratteristiche differenti in relazione alle modalità con le quali vengono soddisfatte o meno le richieste del docente, in relazione alle preferenze espresse.

Sotto questo punto di vista è possibile distinguere il movimento volontario dal movimento d’ufficio.

Movimento volontario e movimento d’ufficio: quali differenze

Il movimento volontario viene disposto esclusivamente in una delle preferenze territoriali inserite nella domanda. In assenza di disponibilità in queste preferenze il docente non otterrà il movimento richiesto.

Il movimento d’ufficio viene disposto su una sede non richiesta dal docente che non può essere accontentato per nessuna delle preferenze espresse nella domanda per mancanza di cattedre disponibili.

Assegnazione provvisoria: è solo movimento volontario

L’assegnazione provvisoria è esclusivamente un movimento volontario che può essere disposto soltanto se vi è una cattedra disponibile in una delle preferenze espresse nella domanda e se il docente non è preceduto da altri con precedenza o con maggior punteggio e, quindi, con maggio diritto per la sua assegnazione.

In mancanza di cattedre disponibili il docente non otterrà l’assegnazione provvisoria in quanto non potrà essere assegnato su una sede non richiesta e presterà servizio nella scuola di titolarità.

Utilizzazione: può essere volontaria o d’ufficio

L’utilizzazione può essere un movimento volontario o d’ufficio.

È volontaria se il docente viene soddisfatto nella richiesta ottenendo una sede inserita nelle preferenze. Se non potrà essere soddisfatto per nessuna delle preferenze espresse, non otterrà l’utilizzazione e lavorerà nella scuola di titolarità.

Si parla, invece, di utilizzazione d’ufficio se il docente non può essere soddisfatto per nessuna delle preferenze inserite nella domanda e viene assegnato su una sede non richiesta. In questo caso il docente è privo di sede di titolarità e deve obbligatoriamente essere utilizzato per poter avere una scuola nella quale prestare servizio nel successivo anno scolastico.

Avere una sede di titolarità è, quindi, per il docente, una garanzia di ottenere, in presenza di disponibilità, utilizzazione solo in una delle scuole richieste nella domanda.

Essere soprannumerario e non aver ottenuto in sede di mobilità una scuola di titolarità, rappresenta, invece, un rischio per essere utilizzati d’ufficio anche in una sede scomoda e non gradita, per i docenti che non possono ottenere l’utilizzazione a domanda per mancanza di cattedre disponibili nelle scuole richieste.

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